Superficie

Tre personaggi in cerca di impiego

Commedia surreale sul lavoro dell’attore e la precarietà che spesso lo contraddistingue. Divertente e incalzante, suscita ilarità, e racconta l’arte di sapersi arrangiare usando le proprie capacità in modo assolutamente creativo

Tre attori si ritrovano senza lavoro e una somma irrisoria da investire improvvisandosi imprenditori. Ma la situazione sfugge di mano e si ritroveranno a spacciare, cercando di non farsi scoprire.

Superficie è una commedia scritta e diretta da Erika Barresi, in scena al Teatro Trastevere dal 6 al 17 aprile.

Samantha Silvestri è una donna diversa; è la parte forte del gruppo, colei che “porta i pantaloni”. Sarcastica e determinata, ha una recitazione naturale, il ruolo sembra fatto apposta per lei.  Alessandro Capone è un uomo colpevole; prova a prendere iniziativa, non perde occasione per mettersi in mostra, sfoggiare qualche costume di scena o recitare la sua parte. Ha un’interpretazione più schematica e impostata. Roberto Celestini è un uomo deciso; è il comico della situazione, ipocondriaco e un po’ ingenuo. Ha un tono spontaneo e ha il physique du rôle adatto per la parte.

La storia ha una linea narrativa più o meno semplice, anche se l’inizio e la fine sono scollegati dal resto. Ci sono molti espedienti comici, come l’inno all’umidità decantato da Celestini, l’interazione con il pubblico, con il regista stesso. Si rompe quindi la barriera della quarta parete. Il tempo è scandito dall’illuminazione, anche se in un’occasione gli attori continuano a parlare anche a luci spente.

La commedia è diretta in modo sapiente, i movimenti sono ben gestiti sul palco e fuori da esso. Infatti, gli attori agiscono anche in mezzo al pubblico.

La musica è eseguita dal vivo da Alberto Laruccia, che è parte integrante dello spettacolo. Infatti, interagisce con gli attori con lo sguardo ed emettendo all’occorrenza i suoni diegetici, come il telefono che squilla. Ma passa il tempo anche leggendo il giornale mentre fuma.

La scenografia ha pochi elementi, la scritta “bar”, un divano, delle sedie. Anche gli oggetti di scena sono ridotti, e il più delle volte vengono evocati e immaginati dagli attori, come ad esempio il cellulare.

Commedia surreale che suscita ilarità, ma parte dal lavoro dell’attore e si sviluppa in modo brillante.

Zuleca Rienti

 

locandina definitiva

 

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