Taxi a due piazze

Indovina chi è bigamo?

Commedia esilarante a colpi di battute e doppi sensi, presenta un’ottima costruzione narrativa e un buon team attoriale. Una bigamia nascosta, a seguito di un incidente, sarà la doppia vita di un tassista romano. Verrà scoperto?

Taxi a due piazze è in scena al Teatro Marconi di Roma, dal 3 al 15 maggio. L’opera è diretta sapientemente da Gianluca Guidi ed è scritta dal commediografo Ray Cooney; Jaja Fiastri ne cura la versione italiana.

Mario Rossi, interpretato dallo stesso Guidi, guida un taxi a Roma ed ha una doppia vita: con la moglie Carla (Silvia Delfino) si è unito in matrimonio in Chiesa, mentre condivide una seconda casa con l’altra moglie Barbara (Francesca Nerozzi), sposata in Comune mesi dopo.

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Dopo aver preso una botta in testa (in seguito ad un incidente) l’uomo si confonde e in ospedale lascia entrambi i suoi indirizzi. Così nasce una serie di equivoci, che si susseguono nel corso della piéce. Mario viene supportato dall’amico Walter Fattore, impersonato da Giampiero Ingrassia, vicino di casa disoccupato.

Grandissime le prove attoriali: basate su espressioni significative vantano di tempi comici ben dosati mentre la recitazione è piena di gestualità e gag. Alti, dunque, i livelli di interpretazione per tutti gli attori sul palco; a completare il quadro Riccardo Bocci e Renato Cortesi, i due ispettori che indagano sull’infortunio e su Mario Rossi, che sembra avere un omonimo, Piero Di Blasio è invece il vicino di casa omosessuale.

La storia è basata su equivoci che si susseguono senza sosta; i dialoghi incalzanti donano ritmo e vivacità alla commedia, i quali rapidi, ma con tante pause, lasciano l’apice del sarcasmo alle mimiche degli attori. Una vicenda, quindi, ben costruita: divertente e assolutamente brillante.

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Magistrale è anche la regia. Essa gestisce i movimenti e la presenza scenica su un unico ambiente, che ne rappresenta due: le abitazioni del protagonista. La scenografia, dunque, è su un unico piano. Rimanda agli ambienti distinti dove i personaggi si muovono dentro e le loro battute, emblematiche e significative, fanno sempre riferimento ad ogni spazio occupato. Pochi gli oggetti di scena, ma funzionali all’azione.

Un’opera diretta con stile e tanta ironia, la quale non lascia niente al caso. Basata su malintesi e doppi sensi, la commedia presenta un’ottima costruzione narrativa e un buon team attoriale.

Assolutamente da non perdere.

Zuleca Rienti

 

 

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