Ti amo, sei perfetto, ora cambia

L’amore ai tempi del musical

Avete presente i dubbi al primo appuntamento, le frasi non dette, le ansie e i problemi di coppia? Tutto questo è armoniosamente raccontato a suon di vocalizzi e passi di danza, in questa divertente commedia sulle mille sfaccettature dell’amore

Ti amo, sei perfetto, ora cambia è in scena per il terzo anno consecutivo al Teatro Marconi di Roma. Diretta da Marco Simeoli, dal 20 al 29 maggio, potrete ammirare la rappresentazione nella nuova versione italiana.

Il musical è composto da una serie di sketch comici. Percorrendo alcune situazioni riguardanti l’amore, dal primo appuntamento, al matrimonio, ai figli e tutte le paranoie che ne conseguono, quello che in realtà si pensa, non si dice, e ogni breve storia è arricchita da un’esplosione di colori e di musica.

Ti amo sei perfetto

Piero Di Blasio e Daniele Derogatis sono i protagonisti maschili, accompagnati da Stefania Fratepietro e Valeria Monetti. I quattro regalano prove attoriali frizzanti e piene di brio: mostrano una grande intesa, tanta coordinazione e soprattutto delle meravigliose ugole.  Si adattano alla peculiarità di ogni situazione raccontata e passano, con disinvoltura, dall’essere dei timidi ragazzi in attesa di una telefonata dopo un appuntamento, a dei genitori severi che vogliono che il figlio si sposi a tutti i costi.

Il libretto e i testi sono scritti da Joe Di Pietro e musicati da Jimmy Roberts. È uno dei musical off-Broadway più longevi, tradotto in 13 lingue e rappresentato in 17 paesi. Piero Di Blasio cura l’adattamento italiano. I dialoghi sono incalzanti, pungenti e spesso piccanti. Raccontano con una comicità, spesso al limite del grottesco, varie situazioni in cui si ci immedesima il più delle volte.

Ti amo, Sei perfetto, Ora cambia

Marco Simeoli dirige alla perfezione quest’opera, modulando ogni singolo movimento. Tutto è studiato, ogni elemento sul palco è in armonia. Marcos Madrigal si esibisce al piano per tutta la durata della commedia, mentre Stefano Bontempi cura le coreografie. Serena Allegrucci si occupa dei cambi scena emotivi, facendo da collante tra un episodio e l’altro. Tutto contribuisce a dare un pizzico di ilarità in più.

La scenografia è composta da pochi elementi, quattro cubi, delle lampade e un orologio, e vengono sfruttati in vari modi. Soprattutto con tanta fantasia, come gli oggetti di scena; ad esempio, le racchette da tennis fosforescenti.

Musical divertente e sui generis, sulle mille sfaccettature dell’amore. Assolutamente da non perdere.

Zuleca Rienti

 

 

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