Tra moglie e marito

I risvolti di un paziente molesto

Cosa può accadere quando due medici specializzati in psichiatria incontrano un paziente veramente molesto? Una farsa sui medici e le loro vite intrecciate con i pazienti, resa grazie alla buona recitazione degli attori, dentro l’essenziale scenografia, la quale non distoglie l’attenzione degli astanti

L’associazione La Vie Bohème ha presentato lo spettacolo Tra Moglie & Marito al Teatro Kopò di Roma dal 23 al 26 giugno, e ancora in scena dal 30 giugno al 3 luglio. L’attrice e regista Simona Epifani ha messo in scena una commedia dai tratti un pò troppo esasperati – a volte – in cui due pschiatri incontrano un insolito paziente che li mette in seria dificoltà, creando zizania anche all’interno del loro matrimonio.

Liliana Troìa, Simona Epifani, è una donna piacente e molto sicura nel suo lavoro. Ascoltando un messagio in segreteria decide di ricevere un paziente molto bisognoso d’aiuto, ma essendo molto impegnata, doverlo ricevere la infastidisce un pò.

Incontra così Alvaro Sticchia, Giulio Neglia, un paziente schizofrenico che si rivelerà difficile da curare.  L’uomo ritiene di aver bisogno di cure poiché è molto noioso e allontana tutti con la sua noia. Il suo vero problema, però è il comportamento molesto. Ma parlando con la dottoressa la porta all’esasperazione, costringendola a ricoverarsi per poter tornare in sé.

Accade che suo marito, il dottor Giuseppe Merendino, prende in cura il paziente molesto. Il dottor Merendino, Alessandro Giova, è un uomo insicuro che inizialmente sembra riuscire a contenere un po’ il paziente ma non riesce a resistere agli attacchi che Sticchia fa a sua moglie. Esasperato allontanerà il paziente dallo studio in maniera non del tutto professionale.

Decidono alla fine, i dottori, di vendicarsi sul paziente sottoponendolo all’elettroshock. Tuttavia i risultati non saranno esattamente quelli attesi.

I pro dello spettacolo sono la recitazione degli attori, in particolare quella di Giulio Neglia, memorabile nel suo ruolo; l’essenzialità della scenografia non dirotta l’attenzione dello spettatore e la musica dà la giusta atmosera.

Il paziente, Giulio Neglia, si impone sin dal suo ingresso in scena per la sua instabilità mentale e da subito risulta essere molto credibile.

La dottoressa è ben introdotta e si ha il tempo di vederla cambiare, da psichiatra affermata a malata; il dottore invece sin dall’apparire sulla scena si rivela instabile, insicuro non il classico dottore che lo spettatore si aspetta.

Tuttavia, per quanto il genere teatrale imponga l’esagerazione, in alcuni momenti gli attori hanno esasperato un po’ troppo i loro personaggi. Il risultato è comunque uno spettacolo interessante soprattutto per il capovolgimento che avviene nel finale.

Debora Fusco

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