456

La famiglia costruita e distrutta in scena

Mattia Torre rappresenta senza dubbio una delle voci più fresche e innovative del panorama drammaturgico italiano contemporaneo. Forte di questo presupposto il Teatro Ambra Jovinelli di Roma presenta una rassegna monografica a lui dedicata nel corso della quale vengono allestiti gli spettacoli Qui e Ora, Migliore e 456

Brainstorming Culturale ha presenziato alla prima di 456, spettacolo che da anni calca le scene italiane ottenendo un ottimo riscontro di critica e pubblico. In scena dal 7 al 12 febbraio, si è guadagnato nel 2012 una riduzione televisiva all’interno del programma de La7The show must go off di Serena Dandini, più una riduzione scritta edita da Dalai.

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In un Sud immaginario si consuma il dramma della sopravvivenza esistenziale in una famiglia composta da madre, padre e figlio adolescente. I tre conducono una vita permeata dal senso di morte: il figlio Ginesio agogna la fuga da un quotidiano fatto di mediocrità; la madre, Maria Guglielma, non ha alcun desiderio, se non quello di ottenere la restituzione di una teglia prestata anni prima a una vicina; il padre Ovidio è un bieco calpestatore della personalità altrui, sempre pronto a denigrare la sua donna.

Chiusi in una vallata dove soffia costantemente un forte vento di Libeccio, i tre ci offrono uno spaccato di vita quotidiana esilarante nella sua tragicità: le liti infinite tra i coniugi (incomprensioni e urla) si mescolano nella cucina dove cuoce in pentola il sugo della nonna, da ben quattro anni.

Al centro della scena, sul tavolo da cucina, una salamella penzola quasi continuamente come un pendolo di Foucalt. Questa geniale trovata rende bene l’idea del destino che grava sui protagonisti della piéce: quasi come una moderna spada di Damocle, l’insaccato raffigura la mediocrità che sovrasta le esistenze: una rappresentazione, dunque, di un mondo divorato senza averlo assaporato e, per similitudine, del vivere senza sentire.

Gli attori sono sempre sul palco. Nei brevi momenti in cui escono figurativamente d’ambiente scenografico, rimangono sempre visibili (ai margini delle quinte), ma in penombra. Quando rientrano in scena, non lo fanno normalmente, ma dando le spalle al pubblico. I personaggi, così, sembra siano all’improvviso “risucchiati” dalla cucina; inghiottiti da una realtà dalla quale non vogliono fuggire. Infatti, non fuggiranno: il gruzzolo di famiglia verrà difatti sperperato dal padre per l’acquisto di tre loculi – i numeri 4, 5 e 6 – a discapito dei desideri e delle volontà degli altri, a sottolineare che la vita, tutta, è solo morte.

Possiamo considerare 456 un’opera intrigante, esilarante, angosciante avvolgente. Ben scritta e ottimamente recitata da Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino, Carlo De Ruggieri, e Michele Nani nelle vesti del vicino. Un ritratto spietato, feroce e veritiero del Sud, il quale non è solo intrattenimento, ma diventa visione profonda di una realtà chiusa e fa riflettere. Ne consigliamo quindi la visione.

Maurizio De Benedictis

 

 

Teatro Ambra Jovinelli

dal 7 al 12 febbraio

456

scritto e diretto da Mattia Torre

con Massimo De Lorenzo, Cristina Pellegrino,  Carlo De RuggieriMichele Nani

 

 

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