A porte chiuse

L’inferno: dipendere dalla visione che gli altri hanno di noi

Il teatro Stanze Segrete di Roma, dal 28 novembre al 22 dicembre, ospita “A porte chiuse” di Jean-Paul Sartre per la regia di Ennio Coltorti. In scena, nell’angusto inferno dei protagonisti, Coltorti si avvale della presenza di Anna Clemente Silvera, Adriana Ortolani e Gianfranco Salemi

A porte chiuse è un capolavoro indiscusso della drammaturgia: rappresentato per la prima volta a Parigi nel maggio del 1944 non ha mai perso da allora la sua potenza espressiva.

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Il testo è strutturato partendo da un’idea geniale: una rappresentazione desueta dell’inferno. L’immaginario collettivo, composto da demoni, forconi e graticole arroventate da fiamme perenni, è sostituito da una stanza dove si è costretti a vivere senza sosta e senza riposo. Assieme a degli sconosciuti l’interazione porta al logorio, alla scoperta del sé, e al tormento. Ognuno è il carnefice dell’altro in un massacro senza fine: “L’enfer c’est les autres”, dirà Sartre, perché l’altrui giudizio, l’idea che l’altro ha di noi ci assilla e ci rende dipendenti, assoggettandoci gli uni agli altri e facendoci dannare.

Garcin, Ines e Estelle sono i tre ospiti dello strano inferno: la stanza, impersonale e candida, è incorniciata da una angusta apertura muraria coperta da un velo bianco. Ve li introduce il valletto, uno straordinario Gianfranco Salemi il quale riesce, nell’arco delle poche battute che il personaggio prevede, a caratterizzarlo con la caustica pacatezza che l’autore seppe infondergli.

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Il primo ad accedervi, Joseph Garcin, è un giornalista brasiliano che fu crudele con la moglie, martire taciturna, alla quale impose l’amante con la quale condivise casa. Disertore di una non chiarita guerra, si fa scudo dei suoi ideali per la vigliaccheria di non avere avuto il coraggio di combattere.

Sua antagonista è Ines Serrano, impiegata postale omosessuale dal carattere sprezzante appartenente alla piccola borghesia, che coglie per prima la natura dello strano inferno nel quale si trova. Uccisa dalla sua amante, a causa dell’organizzazione dell’omicidio del marito di quest’ultima, ammette la sua natura malvagia senza scrupoli. La sua lucidità la rende motore della dannazione reciproca dei tre.

Estelle Rigault, donna di mondo francese, tradì suo marito con un uomo più giovane del quale non era innamorata, uccidendo l’accidentale frutto della loro  unione (la figlia) con un brutale annegamento che spinse l’uomo al suicidio.

I tre, che inizialmente negano i loro atti, sono costretti a confessarsi come fossero legati da fili invisibili che ne uniscono le sorti. Coltorti si destreggia sapientemente nei panni di Garcin,    interpretando con convinzione la codardia e la meschinità del personaggio, dannazione di Estelle. Quest’ultima, interpretata da una seducente Adriana Ortolani, ricerca appagamento sessuale con scarsi risultati. Ines, invece, è Anna Clemente Silvera, la quale dona i propri lineamenti, nella loro espressione più tagliente, a chi impersona.

15220145_10209650921648495_1572495326681693527_nLa voce gioca un ruolo fondamentale nell’impersonificazione del personaggio: penetrante, suadente, roca. Ines è dannata dalla bellezza di Estelle, la quale viene esasperata sia con proposte sessuali della donna, sia con la cattiveria che la contraddistinge.  Garcin è castigato. Non solo dal non poter concedersi ad Estelle (nella quale tenta di annegare la sua codardia), ma anche poiché comprende che deve redimersi di fronte ad Ines per cancellare la sua vigliaccheria: “non sono nient’altro che lo sguardo che ti osserva, nient’altro che questo pensiero incolore che ti pensa”, dice Ines, reiterando il concetto che dipendiamo dal giudizio degli altri.

In un gioco al massacro senza fine, i tre continueranno ad assillarsi a vicenda, perdendo sempre più velocemente il ricordo e il contatto con il mondo dei vivi che, col tempo, li avrà dimenticati.

L’opera, ridotta magistralmente con pochissimi tagli, è così ben interpretata che si incastra perfettamente nell’architettura del Teatro Stanze Segrete. L’effetto che ne consegue, infatti, è di notevole impatto. Ne consigliamo caldamente la visione.

Maurizio De Benedictis

Foto: Tommaso Le Pera

 

Teatro Stanze Segrete

dal 28 novembre al 22 dicembre

A porte chiuse

(HUIS CLOS)

di Jean – Paul SARTRE

con Ennio Coltorti, Anna Clemente Silvera, Adriana Ortolani

e con Gianfranco Salemi

adattamento e regia Ennio Coltorti

costumi Rita Forzano

scene Ennio Coltorti

luci Luraj Saleri

aiuto regia Matteo Fasanella

realizzazione scenografica Lorenzo Zapelloni

 

 

 

 

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