Acque sporche

Il coraggio della verità

Uno spaccato di attualità da Ibsen ai giorni nostri su un tema sempre vivo affrontato con il linguaggio della modernità. il teatro, come mezzo di riflessione autonoma e individuale, guida lo spettatore nel trarre le proprie conclusioni, sviluppando la coscienza critica nell’interesse del bene comune

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Dal 1 al 13 novembre è di scena al Teatro Sala Uno di Roma lo spettacolo Acque sporche. Liberamente tratto dall’opera di Heinrich Ibsen Il nemico del popolo, il testo è frutto di una riscrittura a quattro mani del regista e attore Paolo Zuccari con Hossein Taheri su un tema quanto mai attuale, come la tutela della salute e dell’ambiente, e sul ruolo giocato dai media e dalla politica nella gestione di entrambi.

Tommaso Stocco (Hossein Taheri) è un dottore tornato a vivere nella città di cui suo fratello Massimiliano (Paolo Zuccari) è sindaco. Le sorti economiche della cittadina possono essere risollevate da un nuovo impianto termale, fonte potenziale tanto di reddito e di lavoro quanto di morte, a causa dell’elevata tossicità delle acque. La gestione di questo conflitto metterà in luce le problematiche irrisolte tra i due fratelli, quelle del dottore con la figlia Petra (Chiara Scalise) e svelerà il vero ruolo dei media nella diffusione delle notizie sui rischi per abitanti e ambiente.

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Acque sporche collega, in modo eccellente, l’aspetto drammaturgico con quello scenografico. Taheri e Zuccari sono un esempio di assoluta simbiosi artistica, forti di una presenza scenica importante e di grande impatto. Raffaele Gangale, fermo e spietato nei panni del Dottor Frassinetti, presidente dell’emittente televisiva, ed Elodie Treccani, sicura e consapevole in quelli della giornalista Arianna Mancuso, mantengono alta la tensione grazie a un piglio e a un’energia che li rendono impeccabili.

Dario Iubatti, Chiara Scalise e Francesca Ceci sono Davide Merloni, Petra e Sara: l’uno sconta il pregiudizio di essere figlio di un ex politico senza scrupoli, l’altra vive intensamente i suoi conflitti familiari e affettivi, mentre la terza, nipote della Mancuso, collabora con la zia per la stessa emittente televisiva. Con la loro energia incarnano i valori della democrazia diretta, ancora presenti, nonostante tutto, tra i giovani d’oggi.

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Di grande pregio sono anche le soluzioni adottate per le scenografie da Marco Guerrera, Tiziana Tomasulo e Daniele Bevilacqua, grazie all’impiego di pannelli e arredi disposti nei due cambi di scena direttamente dagli attori, e al largo uso della tecnologia nella simulazione di dirette televisive e in streaming perfettamente sincronizzate con la recitazione.

Acque sporche è uno spettacolo che coniuga velocità e dinamismo con la leggerezza della fruibilità per lo spettatore, con una buona dose di colpi di scena.

_dsc7108Il testo di Zuccari, prescindendo da ogni orientamento politico, si focalizza sull’etica e sulla coerenza intesi come valori universali che ognuno di noi dovrebbe difendere e promuovere, dai governanti fino ai privati cittadini: uno spaccato di attualità su un tema sempre vivo affrontato con il linguaggio della modernità.

Siamo consapevoli delle ricadute dei nostri comportamenti sul pianeta e sull’intera umanità? Politica e informazione sono in grado di rimanere neutrali e obiettivi senza speculare sulla vita delle persone? Il teatro, come mezzo di riflessione autonoma e individuale, guida lo spettatore nel trarre le proprie conclusioni, sviluppando la coscienza critica nell’interesse del bene comune.

Elena D’Elia

Foto: Sergio Battista

 

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