Ancora 1 ora

Non siamo abili quando amiamo, siamo emozionati

L’appassionante esibizione ha tenuto incollato il pubblico alle poltrone incuriosendolo. Il filo continuo non ha distolto dall’attenzione verso gli attori, donatori di emozioni, per una storia unica, che mai verrà ripetuta nel tempo, grazie al pathos generato dal linguaggio espressivo molto incisivo

Ancora un'oraAl Teatro Antigone di Roma, dal 2 al 4 dicembre è andato in scena lo spettacolo della Compagnia professionista di improvvisazione teatrale QFCTeatro, Ancora 1 ora, per la regia di Daniele Marcori.

L’improvvisazione teatrale prevede che gli attori siano autori e registi di se stessi, infatti, per la loro rappresentazione, non si avvalgono di alcun canovaccio: la storia prende sempre spunto da un suggerimento richiesto al pubblico. Gli attori si presentano in scena con indosso solo gli indumenti intimi: si vestono mentre si calano nelle parti che interpreteranno, dando vita, così, ai rispettivi personaggi: Susanna Cantelmo e Daniele Marcori.

Susanna e Daniele, in questo modo, ci presentano i protagonisti della vicenda: ne delineano le personalità atipiche grazie a frasi telegrafiche e ritmate. Cala il buio, e dopo un rapido cambio di scena l’orologio sullo sfondo – elemento scenografico determinante – comincia a scandire l’ora della loro vita presente.

img_7027Gli interpreti della storia si rincontrano dopo tanto tempo, in quanto sono stati separati a causa della madre ingombrante di lui, contraria ad una relazione del figlio con una sua coetanea. Rimane così solo un’ora per ritrovarsi, solo un’ora per dirsi ogni cosa, solo un’ora per restare.

Un’ora, dunque, di spettacolo interamente improvvisato, in cui i personaggi riattraversano il tempo che hanno vissuto separati: un tempo sospeso che prende forma man mano.

In un’ora scaturiscono tanti sentimenti: la paura di lasciarsi andare; la malinconia del passato; l’imbarazzo ; il tentativo di proteggere se stessi dal dolore; il tentativo di nascondere la propria solitudine; infine il pudore di guardarsi negli occhi per non scorgere l’amore.

Lo spettatore è sempre coinvolto:  appassionandosi alla storia di Susanna e Daniele, non distoglie mai l’attenzione. La relazione tra i due attori è costante e credibile; questo grazie a una recitazione che si pone l’obiettivo di mantenere alto il livello di pathos. Entrambi sono generosamente espressivi, non trascurando mai il linguaggio del corpo e la mimesi facciale, elemento che evidenzia l’ascolto tra i due partners.

img_7023Gli attori sono abili nel movimentare la vicenda alternando immagini poetiche ed introspettive ad episodi ricchi di umorismo e di comicità, come per esempio i dettagli sulla personalità di Susanna (la sua mania di non alzare il riscaldamento al di sopra ai 21 gradi centigradi), oppure la proposta di intraprendere il cammino di Santiago da parte di Daniele.

Un’ora di confessioni, di bugie, di lapsus freudiani, di tenerezza e di goffaggine, la quale ci porta a comprendere molte sfaccettature circa i rapporti sentimentali. Non siamo disinvolti quando amiamo, siamo emozionati. Improvvisiamo appunto. Il coinvolgimento è totale e non possiamo esimerci dall’identificazione. Siamo con loro, vogliamo capire come e se i due si riavvicineranno, nonostante tutti gli impedimenti.

Lo spettacolo è stato molto interessante anche dal punto di vista sociologico: in relazione a una persona che suscita in noi pathos facciamo tutto e il contrario di tutto, avvolti dentro una nube di confusione. Dinamiche, quelle dell’improvvisazione teatrale, che riflettono la vita reale.

Elisa Galletto

Foto: Elisa Galletto

 

 

Teatro Antigone

dal 2 al 4 dicembre

Ancora 1 ora

regia Daniele Marcori

con Daniele Marcori, Susanna Cantelmo e Deborah Fedrigucci

 

 

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