Anime in mostra: la prospettiva femminile in Cechov

L’infinità della donna

Il 6 e l’8 gennaio al Teatro Agorà di Roma abbiamo assistito allo spettacolo Anime in mostra: la prospettiva femminile in Cechov. Presentato dalla Compagnia teatrale L’eco dei San Pietrini, vede in scena Sylvia Di Ianni, Lavinia Lalle, Emanuele Parlati, Ludovica Sacchi, Martina Venanzi, e Sarah Mataloni, che ha curato la regia e ha recitato in un piccolo cameo

Cinque i quadri che rappresentano alcuni riadattamenti tratti dai racconti di Cechov: L’Orso; Proposta di matrimonio; La signora col cagnolino; I danni del tabacco; infine, Il gabbiano. Nella trasposizione di Sarah Mataloni e Lavinia Lalle viene per lo più risaltata la figura della donna, sempre determinata, che sceglie e  pondera, rispetto a un uomo timido, impacciato e poco coraggioso; soprattutto lamentevole e legato a discussioni sterili.

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L’esibizione si avvale di una regia molto lineare e pulita sin dall’inizio. L’occhio attento e meritevole della regista ha saputo trovare una continuità ai racconti dell’autore russo, assemblandoli insieme mediante un buon filo logico. Peccato, però, che verso il termine della performance, piccoli inconvenienti sul palco fanno perdere di vista la logicità dell’insieme: qualche elemento scenico di troppo non ha conciliato i movimenti degli attori, facendo calare così l’attenzione del pubblico e la concentrazione degli attori stessi.

All’interno di una scenografia composta da un divanetto e un piccolo sgabello sulla sinistra, e due sedie e un tavolo sulla destra, si muovono tutti i personaggi, che girano dentro ambienti diversi: due salottini di due interni differenti; e un cafè. Lo spettacolo si apre con una damigella che a piccoli passi di danza introduce il monologo de I danni del tabacco. Ludovica Sacchi interpreta sapientemente e recita con timidezza la parte di uomo che tiene una conferenza. Grazie alla portata di voce assai versatile, il personaggio, però, non sembra del tutto determinato a farsi ascoltare dal pubblico, piuttosto è intimidito dalla presenza della moglie che è dietro le quinte; è troppo preso quindi dai pensieri che lo affliggono circa la sua vita matrimoniale.

Successivamente si entra nell’atmosfera della Proposta di matrimonio. Ludovica Sacchi (madre), Martina Venanzi (figlia) e Emanuele Parlati, entrano nelle loro parti in modo esilarante e con una buona cadenza riescono a donare un buon ritmo alla loro recitazione. Ottima la scelta dei costumi: sembra proprio rappresentare  gli ultimi anni dell’Ottocento in Russia, donando così un’atmosfera casalinga e di campagna. Anche l’uso dei tessuti e la scelta dei loro colori, determina quella raffinatezza e quell’eleganza che Sarah conferisce allo spettacolo.

Ad accompagnare i cambi scena è la musicanon manca mai nelle esibizioni che Sarah Mataloni propone con grazia e eleganza. Al sax e alla fisarmonica abbiamo, infatti, Tommaso Arena e Giovanni De Luca.

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La signora col cagnolino Sarah Mataloni (è la prima volta che la vediamo recitare) veste un bellissimo abito lungo e elegante, color carta da zucchero. La sua interpretazione la percepiamo molto accorata, e la voce è ben scandita. Sebbene il tono sia appropriato al personaggio, la voce potrebbe essere tirata fuori con più coraggio e più determinazione. Accanto a Sarah, Emanuele Parlati impersona Dmitrij Gurov. Unico uomo in scena, è l’emblema degli uomini di cui Cechov scrive e della loro bonaria confusione. L’attore utilizza il palco senza errare una volta: vivace e ilare, svolge il suo ruolo con professionalità e prontezza.

L’Orso e né Il Gabbiano abbiamo apprezzato sia la recitazione, sia come sono state rappresentate alcune simbologie: un albero (per raffigurare un ambiente esterno) e l’alterego del personaggio di Irina, che vuole spiccare il volo e finalmente vivere la sua vera vocazione di attrice. Qui troviamo Lavinia Lalle nei panni di Elena Ivanovna Popova, e di Irina Nikolaevna Arkadina. Un’ottima portata di voce le conferisce una padronanza del mestiere, e non possiamo far altro che farle i nostri complimenti.

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Sylvia Di Ianni, invece, come performer funziona, soprattutto in veste di alterego: vestita di rosso e con delle ali bianche, ben raffigura il sogno della protagonista Irina (Il Gabbiano); simbolicamente è il destino e la memoria, e sembra condurre il gioco né La Signora col cagnolino. Nella parte della cameriera (L’Orso), inoltre, risulta troppo caricaturale ed esagerata, mentre nella portata di voce risulta poco efficace. Potrebbe, infine, comunicare con il suo corpo più leggiadria rispetto i suoi movimenti, affinché rendere più efficaci i passi di danza che introducono ogni scena.

Sarah Mataloni, Ludovica Sacchi e Martina Venanzi, al contrario, assumendo le sembianze di un albero, il quale cambia posizione per dei brevi momenti, donano un momento poetico e assai originale all’ultimo atto. Una trovata che inserisce un po’ quello che è il concetto di improvvisazione nel teatro classico: rappresentare un elemento naturale, con il solo uso del corpo, intrecciandosi secondo pose non stabilite precedentemente.

Possiamo confermare che, sebbene Anime in mostra: la prospettiva femminile in Cechov nel suo insieme funziona (come prima esperienza registica rimane impresso per il lavoro svolto), abbia però necessità di essere rivisto in qualche minuzia per essere ancora più funzionale e fluido agli occhi degli astanti.

Annalisa Civitelli

 

Teatro Agorà

6 e 8 gennaio

Anime in mostra: la prospettiva femminile in Cechov

presentato dalla Compagnia teatrale L’eco dei San Pietrini

regia Sarah Mataloni

con Sylvia Di Ianni, Lavinia Lalle, Emanuele Parlati, Ludovica Sacchi, Martina Venanzi, e Sarah Mataloni (piccolo cameo)

sax e alla fisarmonica Tommaso Arena e Giovanni De Luca

luci Carlo Sabelli

L’Orso : Lavinaia Lalle, Emanuele Parlati, Sylvia Di Ianni

Proposta di matrimonio : Ludovica Sacchi, Martina Venanzi (figlia), Emanuele Parlati

La signora col cagnolino : Sarah Mataloni (Signora), Emanuele Parlati

(riadattamento Sarah Mataloni e Lavinia Lalle)

I danni del tabacco : Ludovica Sacchi

Il Gabbiano :  Lavinia Lalle, Emanuele Parlati, Sylvia Di Ianni (alterego personaggio interpretato da Lavinia Lalle)

(riadattamento Sarah Mataloni e Lavinia Lalle)

 

 

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