Bello di papà

Storia di un padre ritrovato

Una commedia piacevole e divertente, ma che ci fa anche riflettere su un tema, quello della paternità, che richiede generosità e coraggio. Vincenzo Salemme e Biagio Izzo portano in scena una ventata di giocosa comicità toccando lo spinoso argomento del rapporto padre/figlio

Bello di papà, commedia scritta e diretta da Vincenzo Salemme, ha debuttato il 3 novembre al Teatro Ambra Jovinelli di Roma dove sarà in scena fino al 13. Uno spettacolo che non smentisce la vena divertente del noto autore campano e che ci fa apprezzare ancora una volta le doti comiche del protagonista Biagio Izzo. Sul palco, insieme a Izzo, vediamo Mario Porfito, Domenico Aria, Adele PandolfiYuliya Mayarchuck, Rosa Miranda, Arduino Speranza, e Luana Pantaleo.

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Quest’ultimo interpreta Antonio, dentista di successo, che vive in una casa lussuosissima per la quale ha una mania di possesso e di ordine. A portare un po’ di brio nella sua vita c’è Marina, la giovane compagna ucraina che si sente pronta per avere un figlio. Antonio, però, non desidera figli, in quanto non sopporta i bambini: sono accentratori, egoisti e per di più costosi da mantenere.

Ecco che però a sconvolgere la tranquilla vita di Antonio arriva Emilio, un suo amico quarantacinquenne il quale, a causa di un forte momento di depressione causatogli dall’assenza della figura paterna (è infatti orfano), è regredito ad uno stato bambinesco: è infatti convinto di avere 7 anni. Emilio si presenta a casa di Antonio accompagnato dal suo psicologo, che spiega al dentista il suo piano: Antonio per un po’ di tempo dovrà fare da padre ad Emilio, per permettere a quest’ultimo di seguire una terapia che gradualmente lo porti a ridiventare grande. Inutile dire che questa proposta manderà su tutte le furie Antonio, il quale alla fine si convincerà ed accetterà di ospitare l’amico in casa per tutto il tempo necessario alla cura.

Assistiamo, quindi, nel corso dello spettacolo alla rapida crescita di Emilio dai 7 ai 18 anni, in un turbine di equivoci, gag e situazioni paradossali e divertenti. Ovviamente la fa da padrone il mattatore Izzo, con la sua rodata verve e la sua ruspante comicità napoletana, ma tutto il cast si dimostra all’altezza dell’impresa regalandoci molte risate e applausi.

La vita in casa col nuovo arrivato non è per niente facile: Emilio, in quanto bambino, si dimostra discolo e capriccioso e mette in subbuglio sia la casa, sia l’esistenza di Antonio, per niente abituato ad avere a che fare con un figlio. A movimentare ancora di più la vicenda arrivano il fratello di Antonio e sua moglie, i quali, ritenendo che Emilio sia veramente il figlio di Antonio, temono che i loro interessi economici siano messi a repentaglio da un eventuale testamento a favore del bambino da parte della nonna. Quest’ultima arriverà trepidante, verso la fine, per la comparsa improvvisa di un nipote sul quale non vede l’ora di riversare tutto il suo affetto.

Lo spettacolo quindi riesce a catturare la platea con molti momenti esilaranti: quello di Emilio, che vuole avventarsi sul panettone/fondoschiena della sua “mamma” ucraina; la scena del castagnaccio, che Antonio serve allo psicologo per farlo strozzare; infine quando Emilio recita la poesia con fare dispettoso. Toccante e riflessiva è invece la parte in cui la nonna rimpiange i bei tempi e si lamenta dei nuovi giovani.

Alla fine tutto precipita verso il colpo di scena finale: alla festa per i suoi 18 anni Emilio sembra essersi suicidato; non riveliamo di più per non far perdere al pubblico il gusto della sorpresa.

Ancora una volta Vincenzo Salemme non delude il suo pubblico e trova in Biagio Izzo un ottimo attore a cui affidarsi per portare a termine un sempre difficile compito: quello di divertire con semplicità.

Francesco Rinaldi

 

Teatro Ambra Jovinelli

dal 3 al 13 novembre

Bello di papà

Con Biagio IzzoMario Porfito, Domenico Aria, Adele PandolfiYuliya Mayarchuck, Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo

Scene Alessandro Chiti

Musiche Antonio Boccia

Costumi Francesca Romana Scudiero

Disegno luci Luigi Ascione

Aiuto regia Anotonio Guerriero

Assistente alla regia Raffaella Nocerino

Produzione esecutiva Claudio Formisano

Organizzazione Martina Parisi

 

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