Biografia

L’arte di essere felice

Il 16 e il 17 giugno al Teatro Petrolini di Roma la compagnia di Improvvisazione Teatrale gli Appiccicaticci ha intrattenuto il pubblico con un nuovo format: Biografia. Spettacolo coinvolgente e in due atti, richiama l’impronta stilistica delle performance classiche

Gli astanti vengono invitati a compilare i dati di una Carta di Identità con tanto di nome, cognome, professione, segni particolari e caratteristiche. Prima dello spettacolo viene così estratto da un’ampolla un foglio di carta che ispira la storia di Pasquale di Catanzaro, Professore di Filosofia. Ricordiamo che, per uno spettacolo di improvvisazione, i suggerimenti del pubblico sono essenziali, spunto per gli attori al fine di costruire, in questo caso, una storia che ruota intorno a un personaggio inventato e chi lo circonda, scandendo il trascorrere del tempo.

Sul palco Alessandro Cassoni, Cristiana De Maio, Fulvio Maura, Tiziano Storti e Simona Pettinari, ci fanno vivere intrecci, emozioni, particolarità psicologiche dei rapporti tra i protagonisti delle vicende, ognuno ben delineato e con le proprie peculiarità.

“Biografia” è uno spettacolo ideato dallo stesso Storti, supportato dai performer in scena con lui. Una “long form” particolare che vive di una struttura evidente, costruita sul momento e quindi non predeterminata, la quale rimanda all’impronta stilistica delle performance classiche. Gli attori ci fanno vivere vari ambienti: domestici, tradizionali, universitari, borghesi e quelli di tutti i giorni, come i supermercati. Le circostanze, invece, sono quelle che appartengono alle storie di emigrati che dal Sud approdano al Nord, di incontri casuali, di viaggi, d’amore, di passione, di rinunce e di scelte.

Due persone si conoscono in un’ex pasticceria ed ora biblioteca: Pasquale (Tiziano Storti) e Gloria (Simona Pettinari) danno vita ad un’atmosfera suggestiva e densa di immaginazione che sa di odori e di profumi. Lui è a Milano per cercare lavoro, lei è una bibliotecaria timida ed impacciata, al contrario della sorella snob e modaiola, interpretata da Cristiana De Maio.

Il cast però ci appare ancora poco collaudato: nuove presenze infatti cominciano ad interfacciarsi con i nomi che già conosciamo nel campo dell’improvvisazione, e così la sintonia deve ancora affinarsi. Cristiana De Maio, che già ci aveva sorpreso in occasione de “Il destino dei secondi” (tra prosa e improvvisazione), qui, al contrario, lei come tutti i colleghi sembra debole nella performance attoriale. Un vero peccato perché tutti hanno doti spiccate.

La capacità dell’improvvisazione è quella di far capire al pubblico il luogo dove ci si trova e il personaggio che si veste in poco tempo. In “Biografia” si è resa perfettamente l’idea: inoltre, nella creazione di una storia con più personaggi, l’ascolto e il seguire i dialoghi – puramente inventati – sono fondamentali. Nulla è lasciato al caso: buoni i cambi scena; gli stacchi intimi sono suggestivi, il protagonista infatti si confessa agli angoli del palco, all’interno di uno spazio costruito con le corde; infine, anche i giochi di luce principalmente bianchi, incorniciano attimi che catturano baci e altre situazioni tra il rosso e il blue.

Interessanti i ruoli che assumono Fulvio Maura e Tiziano Storti come narratori fuori campo. Si innestano in questo modo cenni storici e nozioni di psicologia: i pensieri di Lacan, Freud e dei Sofisti ci guidano verso una morale costruita sul significante e sul significato, sull’osservare gli altrileggendoli dentro“. Vedendo meglio, dunque, si induce a fare ciò che si è sempre desiderato fare.

La pièce benché non sia scorrevole abbastanza, trasmette la fatica che c’è dietro il lavoro svolto. Sicuramente  qualcosa è ancora da perfezionare per raggiungere una buona fluidità e donare un ritmo cadenzato ed equilibrato alla rappresentazione. Affinare magari portata di voce e recitazione che, per questo nuovo esperimento improvvisato, potrebbero essere più marcate.

Alcune battute si incastrano alla narrazione con acume, scaturendo così le risate degli astanti; i salti temporali vengono gestiti con meticolosità nell’arco dei due atti. Gli anni descritti sono i famosi ’60 fino ai giorni nostri: Massimo Ranieri diventa il mito a cui rivolgersi e l’evoluzione comunicativa prende piede. Il passato viene ricordato con nostalgia, si congiungono il sentire e il ri-cominciare dal poco, si riconoscono errori e la capacità di perdonare senza rancore, soprattutto si è consapevoli che nessuno è risolto appieno come nessuno risolve l’altro nell’essere se stesso.

“Biografia” è ispirato da percorsi di vita. Questi ultimi delineano quelle di ognuno di noi: è facile dunque rispecchiarsi, perché quello che accade è contaminato dal quotidiano e da ciò che esso rimanda nelle sue svariate forme. Consigliamo dunque di immergersi nell’improvvisazione teatrale affinché l’immaginazione possa guadagnare spazi infiniti dentro di voi.

Annalisa Civitelli

 

 

 

Teatro Petrolini

16 e 17 giugno

Biografia

produzione Appiccicaticci

regia Tiziano Storti – Appiccicaticci

con Alessandro Cassoni, Cristiana De Maio, Deborah Fedrigucci, Fulvio Maura, Simona Pettinari e Tiziano Storti

accompagnamento musicale alle tastiere maestro Alessio Granato

scenografia  Alessandra von Kitch

trucco Giorgia Campogiani

luci Andrea Ciampa

 

 

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