Chi ha paura di Virginia Woolf?

Due coppie a confronto

Al teatro Vascello di Roma, dal 9 al 14 maggio, è andato in scena il testo di Edward Albee che nella sua versione cinematografica valse un Oscar ad Elizabeth Taylor. Una recitazione eccellente dove i potenti dialoghi spiccano grazie al sottotesto psicologico ed emozionante

La celebre opera di Edward Albee rivive grazie alla traduzione di Ettore Capriolo e la regia di Arturo Cirillo il quale orchestra una messinscena che rimane impressa per l’intensità e la forza delle interpretazioni.

Martha e George sono due coniugi di mezza età, borghesi ed annoiati, che si trovano a passare una bizzarra nottata nella propria casa in compagnia di un’altra giovane coppia conosciuta poche ore prima ad una festa in casa del padre di Martha.

La serata prende subito una piega surreale e grottesca per via dei fiumi di alcool che i quattro personaggi iniziano a trincare senza sosta e, confermando il vecchio proverbio “in vino veritas“, verità scomode e private emergono violente ed imbarazzanti, distruggendo ogni fragile parvenza di equilibrio.

Martha e George si rinfacciano pesanti e vecchi rancori, umiliandosi a vicenda, urlando, rendendosi ridicoli e degradandosi mentre i giovani Nick e Honey, quasi contagiati dai proprietari di casa, si lasciano andare a dichiarazioni altrettanto personali e abiette.

Lo spettacolo diretto da Cirillo, che interpreta George, trova il suo punto forte in un’energia costante e crescente guidata da un cast eccezionale. Sono i quattro attori, infatti, a sorprendere grazie a delle interpretazioni praticamente perfette e complesse, ricche e vibranti per sfumature ed intensità.

La regia, invece, si fa quasi da parte e lascia gli interpreti liberi da dinamiche fisiche troppo prepotenti, privilegiando la potenza dei dialoghi che rimangono incisivi e quasi aggressivi nell’ottima traduzione di Capriolo.

Tutti gli elementi tecnici, dalle sobrie luci alle delicate scelte musicali, vengono utilizzati come discreto sottofondo alla prova magistrale del cast.

La giovane Valentina Picello dà vita ad una Honey alienata e disturbata ed Edoardo Ribatto è un Nick disinvolto, virile e fisico. Cirillo si cuce addosso un personaggio sardonico ricco di sfumature e di contraddizioni mentre la sbalorditiva Milvia  Marigliano diventa una Martha incontenibile e fulminante, viva e verosimile dalla prima all’ultima battuta, capace di arrivare sotto la pelle degli spettatori.

Tutti e quattro i magnifici attori portano in scena caratteri pieni di dettagli e di contrasti con una naturalezza tangibile che rende l’intero lavoro eccellente nel suo sottotesto psicologico e realmente emozionante in quanto opera artistica.

Gabriele Amoroso

 

 

 

Teatro Vascello

dal 9 al 14 maggio

Chi ha paura di Virginia Woolf

di Edward Albee

traduzione Ettore Capriolo

regia Arturo Cirillo

con Milvia Marigliano, Arturo Cirillo, Valentina Picello e Edoardo Ribatto

scene Dario Gessati

costumi Gianluca Falaschi

luci Mario Loprevite

 

 

 

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