Cibami

Il cibo non è solo qualcosa con cui ti riempi la bocca

Con questa citazione dell’attrice Tiziana Foschi presentiamo Cibami. La pièce è divisa in tre atti unici, scritti da Stefano Benni e Cinzia Villari. Al Teatro Tor Bella Monaca, in scena dal 3 al 5 febbraio, pone al centro il cibo come filo conduttore

Cibami è uno spettacolo che ha come filo conduttore il cibo. Si compone di tre atti unici interpretati da Tiziana Foschi con l’accompagnamento del cantautore Piji che, chitarra alla mano, porta i suoi pezzi in scena con estrema maestria.

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Nel primo atto, che vanta la regia di Cinzia Villari, la Foschi interpreta una suora alle prese con l’organizzazione di un pranzo per gli alti ranghi ecclesiastici. In un discorso il cui registro comico prende il sopravvento sulla pacatezza tipica di buona parte delle suorine nostrane, l’attrice convince con una recitazione basata unicamente sulla parola. Sfruttando pienamente l’esperienza comica televisiva crea un personaggio interessante che strappa più di un sorriso.

Il secondo atto, sempre firmato Villari, capovolge però le aspettative. Qui l’attrice è una donna al suo primo appuntamento con un tipo conosciuto alla fermata del bus, e tenta di organizzare una cena romantica a casa. La recitazione, convulsa e disordinata, si anima di movimenti senza scopoconfusi e vuoti. I sorrisi strappati all’inizio cedono il passo allo sguardo disorientato. Si cerca, infatti, di seguire la narrazione leggera (divertente in alcuni punti), ma che non crea alcun climax. Anzi, smonta le aspettative e distrae per la noia.

Il terzo atto è scritto da Stefano Benni: contiene la storia più interessante, seppure con qualche caduta di stile. Viene rappresentato il ritratto di Sofronia e Rasputin, i cuochi che animano il romanzo “Pane e tempesta” dello scrittore bolognese, impegnati in una gara di cucina. Nonostante il testo sia il punto forte, proprio in questa parte viene perpetrato un tradimento: la scenografia, a cura di Isabella Fagiano, è composta da una sorta di cucina vecchio stile, il luogo dell’azione, privo di ogni significato o utilità. La Foschi, nonostante rispetti il testo – conoscendolo a menadito – lava e monda la verdura senza però collegare le movenze a una necessità vera e propria, quindi rendendole funzionali alla scena. Spiazza così lo spettatore con una sequela di gesti che nulla aggiungono alla rappresentazione, se non movimento fine a se stesso. Nel racconto si inseriscono nuovamente i brani di Piji, del quale si loda invece la gran sensibilità musicale e la capacità di avvolgere gli astanti con i suoi pezzi.

Tuttavia, sebbene la pièce non abbia mantenuto il ritmo desiderato dall’inizio alla fine, possiamo confermare la rispettosa esecuzione dei testi da parte dell’interprete, la quale però pecca nella sua mancata esperienza con il linguaggio corporeo.

La scenografia, di per sé affascinante, ha un fine puramente estetico ma senza alcun significato drammaturgico, spogliando la scrittura scenica di qualsiasi autonomia. I testi non rappresentano un “continuum” ma, ad eccezione del testo di Benni, si percepiscono come macchiette con scarsa potenza espressiva. Un’occasione sprecata, dunque, per creare uno spettacolo il cui filo conduttore, il cibo, sembrava essere più che interessante.

Maurizio De Benedictis

 

Teatro Tor Bella Monaca

dal 3 al 5 febbraio

Cibami

di Stefano Benni e Cinzia Villari

regia Cinzia Villari

con Tiziana Foschi e Piji 

voce e chitarra Piji 

 

 

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