Fedra

La passione oltre ogni limite

Una produzione Teatro dei Due Mari, in scena al Teatro Palladium di Roma dal 16 al 18 dicembre. Il testo di Ritsios interpretato da Stefania Brocca, è un monologo carico di umanità e di passione per un personaggio affascinante come, appunto, Fedra

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Edoardo Siravo firma la regia della Fedra nella riscrittura di Jannis Ritsos, celebre poeta greco del ventesimo secolo. Nella parte della protagonista Stefania Barca. Firma le scene e i costumi Annalisa Di Piero, mentre Gabriella Casali e Enrica Costantini appaiono in apertura e chiusura del dramma nelle vesti di Afrodite e Artemide.

La versione di Ritsos della Fedra è un testo affascinante. Fa parte di un lavoro di riscrittura, sotto forma di monologo: “Quarta dimensione” (1972) in cui la vita di quattro miti viene rivisitata. Trasportato nella contemporaneità, attinge la trama dall’Ippolito di Euripide: testimonianza è la presenza di Afrodite e Artemide, assenti nella versione di Seneca.

Fedra ama alla follia il figliastro Ippolito, al quale confessa il suo amore. L’amore è però insano: Afrodite aveva instillato in Fedra tale sentimento a causa dell’insensibilità di Ippolito verso le donne, sentimento che lo aveva spinto a votarsi alla caccia e, dunque, ad Artemide. Fedra, rifiutata ed umiliata, ordisce l’omicidio del figliastro accusandolo davanti al padre di averla violentata. Sopraffatta dalla colpa confessa l’accaduto, e con la morte espia il suo peccato.

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Il testo del poeta è denso: un lungo, incessante monologo in crescendo dove Fedra, cinta da un voluttuoso abito rosso in stile greco, che sembra sottolineare la passione amorosa smodata della donna, vive le fasi del suo dramma. Dalla passione alla confessione, dalla rabbia ai sensi di colpa.

Ritsos, infatti, inserisce nel testo delle metafore di rara bellezza: Fedra si sofferma ad osservare, immobile; solo dopo essersi liberata, e aver ottenuto la possibilità di fuga, rimane ferma, e incapace di scegliere la felicità. Riconosciamo, così, nella figura della protagonista, Fedra stessa (Stefania Barca), prigioniera dei suoi sentimenti.

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L’allestimento nel quale si muove l’attrice è semplice, ma efficace nella resa scenica. Ippolito è un manichino posto al centro del palcoscenico che ben rappresenta il personaggio: immobile di fronte alla passione amorosa, insensibile a tutto se non alla caccia, e muto, vista la rappresentazione.

Lo spettacolo fa parte di un progetto del Teatro dei Due Mari, associazione nata per diffondere la conoscenza dei testi classici che già negli anni precedenti aveva prodotto Elena con Mariangela D’Abbraccio.

Maurizio De Benedictis

Foto: Claudio Velardo

 

 Teatro Palladium

Venerdì 16, Sabato 17 dicembre, Domenica 18 dicembre

Fedra 

di Ghiannis Ritsos

Una produzione Teatro dei Due Mari

regia Edoardo Siravo e Federico Vigorito

con Stefania Barca, Gabriella Casali e Enrica Costantini

scene e costumi Annalisa Di Piero

assistente alla regia Andrea Dante Benazzo

organizzazione Mariangela De Riccardis

 

 

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