Fr/agile

La poesia si scrive in aria

Una chicca di esibizione ci mette in contatto con il senso della vista. Ogni corpo sembra entrare in quello dell’artista: liberiamo alcune tensioni e comprendiamo meglio la relazione con noi stessi mediante il movimento, in quanto importante e benefico

dsc_0602All’interno della Rassegna Internazionale Battiti 2016, che il Teatro Furio Camillo organizza ogni anno, il 25 novembre abbiamo assistito alla performance Fr/agile di e con Anita Brandolini.

Fragile, agile. Si gioca con queste parole, le quali racchiudono un mondo pieno di significati. L’artista si muove dentro uno spazio che sembra infinito, comincia la danza, e ci immergiamo in ciò che vuole comunicare con la sua arte.

L’inizio è staticità. Con i piedi piantati a terra cerca di raggiungere qualcosa, con la sensazione che alcuni handicap siano sinonimi del desiderio di muoversi. Anita Brandolini ci dimostra, infatti, che il corpo può e vuole fare anche senza l’uso dei piedi.

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Accompagnata, l’artista, da un sottofondo musicale particolare (meccanico; elettronico; battente) si lascia andare, mano a mano, a una piacevole libertà di movimento, armonica, leggera, ondulatoria e saltellante.

La Brandolini cerca il contatto con il pubblico. Dando la mano agli astanti riceve uno scatto che libera tutto il suo corpo, tanto da farlo muovere e godere dello spazio in cui può volteggiare. L’artista, a occhi chiusi, ci trascina in un mondo immaginario: la sua mano trema, lei cerca di scansarla, ma la mano si riavvicina. Si aziona così un gioco di calamite.

Si cerca però di fare tutto, tranne che con il braccio a cui appartiene quella mano. Con lievi passaggi essa poi raggiunge il viso, creando un contatto con sé stessi, accarezzandosi. La mano si allinea, tocca e raggiunge l’altra: insieme spaziano, una accompagna l’altra ondeggiando.

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L’incontro con il tessuto avviene lentamente. L’acrobatica aerea è delicata e si danza in aria lasciandosi dondolare appesi alle due fasce di tessuto che calano dall’alto. La continuità dei movimenti di quando si stava a terra è ripresa anche quando si è distanti dal pavimento. Nella sua bravura ammiriamo Anita Brandolini, la quale per legarsi ovviamente si avvale di tecniche specifiche e, nel rimanere appesa al tessuto, sviscera forza e stabilità.

Una performance davvero ricca di emozioni, che ci fa capire quanto valore ha il nostro corpo, nonostante qualche handicap, quanto esso abbia necessità di un equilibrio che va sempre ricercato e affinato, e quanto appunto possa essere fragile e agile al medesimo tempo.

Annalisa Civitelli

Foto: Sergio Battista

 

 

Teatro Furio Camillo

Rassegna Battiti 2016

Fr/agile

26 novembre

di e con Anita Brandolini

Luci Giovanni Modonesi 

suoni Tommaso Rosati

 

 

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