HamleTown

L’innovativo Shakespeare 

Al Teatro Tordinona di Roma, dal 10 al 12 Febbraio, è andato in scena Hamletown, presentato da C.T. Genesi Poetiche. Un’opera che non si riduce ad un semplice riadattamento del dramma shakesperiano, bensì, conservandone i protagonisti principali, dà vita ad un diverso schema narrativo

dscf7999In apertura, la tragedia si presenta allo spettatore con un quadro suggestivo in cui presenziano i sette personaggi: il Re Claudio e il suo fedele servo Polonio (Piero Grant) , gli innamorati Ofelia e Amleto, gli scagnozzi del re Guildestern (Marco Guglielmi) e Rosencrantz (Dalila Aprile) e la regina Gertrude (Eva Sabelli).

L’opera ideata da Cristian Paglicchi, e diretta sapientemente da Gianluca Paolisso, pone al centro la figura del Re Claudio, interpretata da Simone Bobini. Gli altri personaggi, invece, appaiono in un primo momento semplici satelliti, passivi e immobili alle decisioni del sovrano, per poi muoversi all’interno della rappresentazione più liberamente. Lo stesso Amleto (Cristian Pagliucchi) vaga divorato dai dubbi e dai conflitti interiori senza trovare pace; lo stato catatonico è, infatti, alimentato dalla voce fuori campo del fantasma del padre, che incita alla vendetta.

La storia si sviluppa in un macabro mondosospeso”, spazio e tempo, dunque, sono indefiniti; permettono così al pubblico di immedesimarsi o traslare il tutto alla società attuale: gli spettatori divengono concittadini.

dscf7853La brama di potere, la violenza, l’assolutismo del sovrano vengono tuttavia minacciati dalla presenza di Amleto, l’unico personaggio, insieme all’amata Ofelia (Michela Ronci), a porsi degli interrogativi, e a non accettare con prostrazione e devozione gli ordini dello zio. Amleto ambisce a qualcosa di diverso: desidera l’amore, la libertà intellettuale, ma si sente imprigionato in una giostra da cui non riesce a scendere.

HamleTown utilizza i personaggi cardine dell’Amleto per raccontarci un mondo raccapricciante e grigio, in cui il potere e l’ubbidienza sono gli unici valori concessi. Il Re Claudio, in giacca e cravatta nera, si rivolge al pubblico con l’appellativo di “concittadini“; al contrario, l’Amleto contemporaneo continua a ripetere i versi “essere o non essere” in un’amara filastrocca. Loro conducono lo spettatore in un tempo indistinto, ma che al contempo richiama il presente.

La scenografia è spoglia e a tratti inesistente: gli attori stessi diventano scenografia riempiendo in maniera efficace gli spazi, dando vita a bellissime parentesi coreografiche. I costumi scuri e minimalisti sono perfettamente adatti alla resa finale della tragedia.

dscf8265La musica svolge un ruolo importante all’interno della pièce: molto buone le selezioni musicali, come la coniugazione delle stesse con i dialoghi e le coreografie. Nonostante l’ambientazione sia cupa, e a tratti angosciante, il ritmo della narrazione è scorrevole e sostenuto. Gli improvvisi cambi di tono coinvolgono lo spettatore in un vortice dove non si dà nulla per scontato.

Un’opera ben riuscita, dunque, grazie al cast: spicca, senza dubbio, la notevole interpretazione di Simone Bobini (Re Claudio); convincente anche il personaggio di Amleto, sopratutto in alcuni monologhi e buona anche l’esibizione canora, inaspettata, di Ofelia.

HamleTown, che ha preso spunto da uno dei drammi più interpretati al mondo, ci presenta quindi un Amleto proveniente da un mondo cupo e astratto, quasi come fosse lo specchio dei nostri giorni. Un progetto che possiamo definire ambizioso, che ha però il merito di aver proposto intriganti novità dal punto di vista drammaturgico.

Giorgia Greco

 

 

Teatro Tordinona

dal 10 al 12 febbraio 2017

C.T Genesi Poetiche con il contributo dei Teatri Molisani

HamleTown

ideazione del progetto e produzione Cristian Pagliucchi

testo, drammaturgia e regia Gianluca Paolisso

ambiente sonoro Samuele Cestola

foto di scena e grafiche Simone Galli

con Simone Bobini, Cristian Pagliucchi, Michela RonciEva Sabelli, Piero Grant, Marco Guglielmi Dalila Aprile

 

 

 

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