Icaro

Quando si ama quel che ci distrugge

Un’opera singolare e ben focalizzata in grado di definire con leggerezza e profondità un particolare aspetto dell’animo umano. Tratta da una storia vera, intende far riflettere sui soprusi e sulle prevaricazioni subite e intenzionali

Icaro è una ragazza intenzionata a diventare attrice. Costretta a vivere in un luogo sperduto in mezzo ad una campagna, la giovane è plagiata da un regista teatrale e sua moglie, i quali, pur non maltrattandola fisicamente, la vessano e la sfiniscono con lezioni di recitazione assurde e faticose.

Lo pseudonimo dell’aspirante attrice, che in realtà si chiama Sara, ricorda ovviamente il personaggio mitologico che fuggì dal labirinto del Minotauro costruendosi delle ali di piume e cera. I destini dei due omonimi però saranno decisamente diversi l’uno dall’altro.

L’opera, scritta e diretta dal bravo Massimiliano Aceti, si distingue per i dialoghi leggeri, al limite del comico, capaci di incorniciare un contesto in realtà grave ed inquietante. La storia della giovane Icaro riesce a fondere una critica al teatro – fatto sempre più spesso con approssimazione – con una riflessione attenta sulla capacità di plagiare e di condizionare il prossimo facendo leva, con malizia, sulle debolezze e sui desideri.

Aceti concepisce un racconto che si intrufola nella psicologia e che dimostra come, a volte, diventi facile auto imporsi di fidarsi degli altri, scendere a compromessi e subire persino il fascino del proprio carceriere quando si è prigionieri.

Pur non brillando per grandi idee registiche, “Icaro” è un’ottima rappresentazione grazie al lavoro dei tre protagonisti (Barbara Alesse, Daniele Biagini e Malvina Ruggiano): tutti e tre sostengono l’azione con un’ottima presenza scenica, evidenti doti interpretative e voci perfettamente modulate.

Aceti ha il pregio, raro, di narrare una storia angosciante attraverso la sdrammatizzazione e la scelta di parole precise e verosimili, portando lo spettatore ad un livello di giudizio non definito ma ad interrogarsi su quanto le scelte dei personaggi siano giustificabili o meno.

Lo spettacolo, ricco di dialoghi pungenti e di materia drammaturgica densa e potente, si presenta capace di intrattenere il pubblico con intelligenza e permette al cast di esprimersi nella totalità del proprio potenziale.

Gabriele Amoroso

 

 

Teatro Studio Uno

dal 25 al 27 maggio

Festival Labirinto II

Icaro (Sala Specchi)

drammaturgia e regia Massimiliano Aceti

con Barbara Alesse, Daniele Biagini e Malvina Ruggiano

 

 

 

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