Il Mercante di Venezia

L’eternità in un minuto

Il Teatro San Paolo di Roma, dal 18 al 28 maggio, omaggia Il Mercante di Venezia a distanza di 50 anni da quando lo portò in scena Glauco Mauri. Ora, per la messa in scena de la Compagnia Mauri Sturno, con il progetto “Giovani – Un futuro nel Teatro”, lo spettacolo coinvolge lo spettatore attraverso la visione tra il sogno, la realtà, l’amore anelato e le differenze religiose di un tempo

Ilaria Testoni si cimenta nella regia di una rappresentazione bella e al contempo elegante e sobria. Dirige Mauro Mandolini (Shylock), Barbara Begala (Porzia), Camillo Marcello Ciorciaro (Bassanio), Ilaria Amaldi (Antonio), Valerio Camelin (Lorenzo), Roberto Di Marco (Lancillotto), Michela Giamboni (Jessica) e Marina Parrulli (Nerissa).

L’impronta dei grandi maestri del teatro è evidente e tangibile: la storia de “Il Mercante di Venezia” rimane fedele all’originale e, nonostante dei piccoli tagli, il filo narrativo risulta molto chiaro. La regia invece sembra più complessa. Gli attori sono infatti sempre presenti sul palco; i cambi scena avvengono mentre si recita e dunque non c’è mai un attimo di riposo; staticità (mantenendo un buon freeze), attenzione e concentrazione caratterizzano così la pièce. Si è dunque sempre pronti alle azioni, queste ultime poche e decise, dove le gestualità sono molto incisive.

Gli interpreti si muovono intorno a una scenografia essenziale, la quale è sistemata sul fondale del palco. Disegna interni ed esterni contemporaneamente presentando degli elementi di scena come dei gradini, una scala, una scrivania ed una sedia; infine le antiche macchine teatrali che, usate all’occorrenza, generano vento e rumori. Quelle stesse macchine utilizzate da Mauri e Sturno per le loro rappresentazioni, donando un tocco di classicità.

Lo sfondo narrativo è nostalgico: concentra il suo punto di vista sul carattere dei personaggi e non solo. Shylock è molto duro e inflessibile, incattivito dalla vita è solo e divenuto arido; Antonio è anch’egli duro e irremovibile, ma mostra una lieve dolcezza; Bassanio, al contrario, è trepidante per l’incontro anelato con l’amata Porzia; Lorenzo, invece, è quasi un giullare. L’unico che, quando è in scena, dona un momento brillante, ironico e gioviale, di pacata leggerezza. Lancillotto gioca con le parole e, fanciullo, sembra ancora legato al mondo puerile.

Le donne risaltano e sono caratterialmente forti: Porzia è determinata. Concepita di blu rappresenta il mondo fiabesco riportandoci ai nostri desideri e, in qualche maniera, trova la risoluzione ai problemi. Una donna indipendente di oggi che non segue le imposizioni, bensì sceglie per sé stessa, sceglie chi amare. Nerissa e Jessica fanno dell’amore il loro rifugio e la loro completezza, a cui Shylock non crede più, soffrendo anche per quel rapporto mai “avuto” con sua figlia Jessica.

Sebbene il tono della rappresentazione sia malinconico si percepisce la sottile differenza tra le religioni ebraica e cattolica, la quale funge da specchio ai giorni nostri. La recitazione è davvero impeccabile: gli attori infatti sfoggiano gamme espressive e portata di voce davvero eccellenti. Mauro Mandolini, è in parte; Ilaria Amaldi, interpreta un impeccabile Antonio lavorando sui timbri bassi della voce; Barbara Begala, interpreta un buon giudice sul finale, anche lei marcando una voce maschile.

Lo spettacolo è ben sviluppato, peccato però risenti di ritmo e di brio, che donerebbero più equilibrio recitativo. Ottima la scelta dei costumi a cura di Cinzia Ungaro mentre le scene di Bruno Vitale si avvalgono di un disegno luci (Pietro Sperduti) basato principalmente sul bianco e focalizzando l’occhio di bue su alcune situazioni che sembrano immortalare delle istantanee.

Emozionanti alcuni punti della pièce, come quando Porzia incontra Bassanio facendogli scegliere tra i tre cofanetti: ci si confonde tra poesia e simbolismi, perdendoci dunque nel sogno dell’amore.

Vogliamo però osare dando un piccolo consiglio: desideriamo proporre di caratterizzare ogni personaggio mediante gli idiomi nostrani, affinché donare alla rappresentazione divertimento e risate (sempre care al pubblico) come, altresì, saremmo curiosi di vedere Roberto Di Marco vestire altri ruoli che possano avvalorare ed esaltare le sue potenzialità attoriali.

Annalisa Civitelli

Foto: Manuela Giusto

 

 

 

Teatro San Paolo

dal 18 al 28 maggio

Il Mercante di Venezia

Compagnia Mauri Sturno

progetto “Giovani – Un futuro nel Teatro”

regia Ilaria Testoni

con Mauro Mandolini (Shylock)

Barbara Begala (Porzia)

Camillo Marcello Ciorciaro (Bassanio)

Ilaria Amaldi (Antonio)

Valerio Camelin (Lorenzo)

Roberto Di Marco (Lancillotto)

Michela Giamboni (Jessica)

Marina Parrulli (Nerissa)

colonna sonora Ferdinando Nicci 

scene Bruno Vitale

costumi Cinzia Ungaro

luci Pietro Sperduti

foto Manuela Giusto

 

 

 

 

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