Il violino relativo

Musica: il mistero dell’universo

Il Teatro Nino Manfredi di Ostia accoglie dal 24 al 26 marzo lo spettacolo “Il violino relativo”. Il regista, Paolo Pasquini, mostra di saper orchestrare con successo i talenti musicali (Andrea Calvani al pianoforte e Giulio Menichelli al violino) con l’abilità dell’attore Riccardo Barbera, anche autore del testo messo in scena

Il sipario si schiude lasciando spazio a una scenografia di tutto rispetto: un violino mastodontico di legno grezzo sul fondo, mentre il tavolo da lavoro, ricco di arnesi in primo piano, mostra la riproduzione inequivocabile del laboratorio di un liutaio. Parte dell’arredo è inoltre un piccolo schermo attraverso il quale si ammirano immagini e filmati di supporto alla narrazione.

L’atmosfera è invece sapientemente costruita da un paio di musicisti: Andrea Calvani, il pianista, accompagna degnamente Giulio Menichelli, giovane e virtuoso violinista. Grazie alle loro note, sin da subito ci si ritrova immersi nel tepore ovattato dell’ambiente descritto.

L’ingresso in scena di Riccardo Barbera puntualizza il momento in cui si svolge la prima parte della vicenda: una tiepida giornata dell’aprile 1901, all’ombra dei sentieri di montagna. Questo è il dipinto che fa da sfondo alla data di riferimento. Protagonisti della passeggiata nel bosco sono il bambino (la cui voce narra l’aneddoto) e suo padre, celebre artigiano discendente dall’illustre famiglia degli Stradivari.

Mentre il liutaio è tutto intento a elencare al figlio i segreti della sua arte, i due incontrano altri due viandanti: un uomo e una donna, a loro volta immersi in una fitta conversazione. Lui porta con sé uno strumento a corde, come fa acutamente osservare il bambino al babbo. Così, durante l’osservazione di quei forestieri, lo Stradivari non riesce a trattenere tutte le sue congetture sulla fattezza di quel violino. Esso appare infatti custodito da un fodero estremamente “volgare” che non nasconde la sua provenienza tirolese.

Si scoprirà in realtà che lo strumento ha tutt’altro natale e che l’uomo che lo possiede è nientemeno che Albert Einstein in compagnia della moglie Mileva. Dal fortuito incontro nascerà un’amicizia, sostenuta primariamente dal sincero interesse dello scienziato per la musica, in particolare quella del violino. Dal canto suo, lo Stradivari condivide con l’altro le sue elevate competenze, la meticolosa conoscenza di ogni parte dello strumento.

Dall’origine del legno scelto per fabbricarlo alla funzione del riccio; dall’ebano sul quale montano le corde alla parte chiamata “anima” del violino, grazie alla quale i suoni echeggiano più nitidi.

Attraverso l’espediente di una lettera scritta da Einstein a Stradivari senior, la narrazione si orienta verso una riflessione di natura fisica: può essere riprodotta l’abilità del noto liutaio mediante lo studio accurato dello strumento? Rispettandone dimensioni, provenienza dei materiali e grandezza dei fori potrà ottenersi un violino in grado di suonare come uno Stradivari autentico?

Forse no, visto che i segreti dell’artigiano sono così impenetrabili. Essi sfuggono persino all’intelligenza di Einstein, il quale ammetterà di sua sponte che «il violino è uno strumento diabolico che resiste all’analisi matematica».

Lo spettacolo si propone innanzi tutto di omaggiare la musica quale forza creatrice dell’universo, mostrando di riuscire perfettamente nell’intento, anche grazie alla cornice utilizzata (Mozart, Paganini, Vivaldi, etc.). L’omaggio risulta poi ancor maggiore quando lo scienziato ammette di essere arrivato al concetto della relatività proprio mentre era intento a studiare la cassa armonica del violino.

Cristina Fusillo

 

 

 

Teatro Nino Manfredi 

dal 24 al 26 marzo

Il violino relativo

di Riccardo Barbera

regia Paolo Pasquini

con Riccardo Barbera

Giulio Menichelli – violino

Andrea Calvani – pianoforte

 

 

 

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