Jersey Boys

La storia di Frankie Valli & The Four Seasons.  L’impeto è di scena

Spettacolo catalizzante, frizzante, colorato. La regia lineare è un filo conduttore che, dall’inizio alla fine, cattura l’attenzione degli astanti. Un continuo movimento, esplosione di energia riuscita e ben studiata che, ancora e tuttora, ci fa vivere atmosfere retrò e ritmi musicali assai piacevoli

Ammettiamolo, non è facile descrivere uno spettacolo che va in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 22 novembre al 4 dicembre, diretto da Claudio Insegno, e pluripremiato come musical campione di incassi a Broadway (oltre 2.5000.000 spettatori) e nel West End di Londra.

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Jersey Boys – La storia di Frankie Valli & The Four Seasons approda nella Capitale. Prodotto dal Teatro Nuovo di Milano, grazie all’accordo con la Theatrical Rights (NY), racconta la storia del gruppo musicale americano da metà anni Cinquanta fino al loro scioglimento; poi conosciuti come Frankie Valli & The Four Seasons, tanto da ispirare il film di Clint Eastwood.

La performance continua tuttora a riscuotere successo, e inoltre ha vinto vari premi (Migliore spettacolo nuovo e Miglior attore protagonista (Alex Mastromarino); infine è stata applauditissima al Folies Bergére di Parigi. Dunque, riconoscimenti meritati e un esordio che in Italia la porterà a girare ancora in altri teatri.

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Jersey Boys si presenta come uno spettacolo esplosivo. Pieno di lustrini, richiama di diritto il periodo storico – grazie ai costumi ideati dalla stilista Graziella Pera – presenta tanta buona musica, balli, qualità, ironia e scenografie meravigliose: le insegne luminose denotano i luoghi del tempo (i pub; i ristoranti; il bowling); altri pannelli invece, super colorati e fluorescenti, fanno riferimento alla Pop Art, ai volti di fumetti, e alle pubblicità dell’epoca.

L’esibizione è una sequenzialità di scene che si alternano in modo lineare. Nulla è lasciato al caso e, fin dall’inizio, il pubblico non può che rimanere stupito di fronte la sintonia tra movimento, narrazione, e le dinamiche che si sviluppano in 2h e 40 di durata, in cui tutti gli attori riescono a mantenere alto il ritmo per tutto il tempo.

Non è importante descrivere la trama, la quale, grazie ai piani sequenza è raccontata in modo impeccabile e chiaro, ma al contempo ci interessa lo sfondo della stessa. Una storia ricca, fatta di mafia, di quartieri (da dove scappare per vivere una vita migliore), di legami, di famiglie (sia quella d’origine, sia quella del gruppo), di affari, di comando, di riconoscenza, di onore, di sbagli, di lontananze, di incontri, di coincidenze, di amori e di affetti durati troppo poco.

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La storia dei quattro ragazzi del New Jersey che, dapprima conosciuti come The Four Lovers, riescono ad emergere in un ambiente musicale ostile, ma crescendo sempre più (si credeva fossero neri) sono arrivati ai vertici delle classifiche musicali con la giusta riconoscenza.

Alex Mastromarino (Frankie Valli – nome d’arte di Francesco Stephen Castelluccio – cantante), Flavio Gismondi (Bob Gaudio, tastiere), Marco Stabile (Tommy De Vito, chitarra), e Claudio Zanelli (Nick Massi, basso), vivono e rimandano al pubblico i loro scontri, i successi, le vite, ma soprattutto la musica e le loro canzoni, in cui rientra un ascolto tra i quattro, necessario, affinché la sintonia funzioni per tutte le melodie.

Il Doo-wop è il genere musicale del quale i Four Seasons sono stati precursori. Derivato dal Rhythm & Blues e dal Rock and roll, frutto del loro inconfondibile stile sono i falsetti,  i cori e le armonie vocali, imitando così l’accompagnamento musicale, ripreso poi negli anni avvenire. Un complesso che ha fatto storia, e che è stato considerato più popolare ancor prima dei Beatles (grazie alla dichiarazione fatta dalla Vocal Group Hall of Fame).

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Riconoscibili alcuni brani, in quanto famosi sono stati reinterpretati da numerosi artisti sia stranieri, sia italiani: Sherry, Walk like a man, la celeberrima Can’t take my eye off you, Candy girl, Stay, Don’t cry, My Boyfriend’s Back, My Eyes Adored you.

L’energia ha dato modo di apprezzare il lavoro di tutti, sia sul palco, sia dietro le quinte; abbiamo quindi respirato e vissuto una versatilità musicale e artistica che va assemblandosi a coreografie ben studiate e che ben ripropongono l’excursus storico-musicale. Legate ai passi studiati appositamente per quei ritmi swing e rock, e adattati per i programmi televisivi degli anni Cinquanta, donano un fascino che possiamo solo immaginare ballando, ancor oggi, al ritmo di quelle sonorità.

Annalisa Civitelli

Foto: Alessandra Notaro

 

Teatro Olimpico

dal 22 novembre al 4 dicembre

Jersey Boys – La storia di Frankie Valli & The Four Seasons

regia Claudio Insegno

con Alex Mastromarino, nel ruolo di Frankie Valli

Flavio Gismondi, nel ruolo di Bob Gaudio

Marco Stabile, nel ruolo di Tommy De Vito

Claudio Zanelli, nel ruolo di Nick Massi

e con

Andrea Carli – Gyp Decarlo

Alice Mistroni – Mary Delgado

Brian Boccuni – Bob Crewe

Giulio Pangi – Joe Pesci

Fiorella Nolis – Francine

Gloria Miele – Lorraine

Massimo Francese – Barry

Valeria Belleudi, Roberto Lai, Giuseppe Orsillo, Pasquale Girone Malafronte, Norman Waxman

Testi Marshall Brickman & Rick Elice 

Musiche Bob Gaudio 

Liriche Bob Crewe

Coreografie Valeriano Longoni

Scene Roberto e Andrea Comotti

Costumi Graziella Pera

Disegno Luci Alin Theodore Pop

Disegno Audio Armando Vertullo

Supervisione Musicale Emanuele Friello

Proiezioni Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci

Supervisione alle Proiezioni Francesca Biral

Direzione Musicale/Tastiera3 Angelo Racz

 

 

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