La rapina

Il “grido umano” del ceto popolare romano

In scena al Teatro Trastevere di Roma, dal 30 maggio al 4 giugno, lo spettacolo originale, con un’ora di puro divertimento nel nome della schietta e sana “volgarità espressiva” e del “dialogo demenziale romanesco del puro non sense”, rappresenta finalmente un piccolo capolavoro degno di essere annoverato tra le pièces artistiche più interessanti del Teatro off  di questa stagione teatrale romana ormai arrivata al suo termine

“Si avverte il gentile pubblico che lo  spettacolo che segue non è adatto ai bambini ed è pieno di volgarità” –  v.f.c. di apertura sipario

“La Rapina” scritto e diretto da Federico Maria Giansanti, con Giacomo Bottoni, Luca Cesa, Simone Lilliu, Daniele Marini, Martina Montini e Mark Proietti, rispettivamente nel ruolo di Lucio, Camillo, Anselmo, Gionata, Cassandra e Furio, porta in scena il disagio giovanile esistenziale, il vuoto cosmico della nuova generazione di ventenni di oggi e le difficoltà lavorative di chi preferirebbe fuggire all’estero pur di non “…tornare a fare il disoccupato a casa de mì madre”.

Ma si sa, “…lavorare stanca” (per citare “Lavorare con Lentezza” di Guido Chiesa) e poi “…a Londra Piove sempre”: quindi, cosa resta se non organizzare una rapina in banca, giusto per fare “due spiccioli”?

E allora ecco che si inizia: tutto si svolge attorno ad un tavolo per pianificare “la rapina del secolo”, con una velocissima chiusura sipario per permettere il cambio-scena per la seconda parte della pièce, che si sviluppa e si esaurisce nelle mura di un appartamento scialbo e assai logoro.

Un allestimento quindi semplice, scarno ed immediato per un progetto artistico in cui i protagonisti veri sono gli attori, cast di grande livello nonostante la giovane età, ed il testo narrativo di Giansanti, il quale ne ha curato anche le ottime e perfette musiche di commento.

I ruoli sono chiari e ben definiti: abbiamo Il Capo, Lo Scemo, L’Ignorante, Il Bullo, Il Mediatore e la Studentessa Stratega, che si cimentano in dialoghi sciocchi ma bene articolati, in cui il ritmo verbale e la comicità espressiva dominano in assoluto.

Una trama reale infatti non c’è: tutto è incentrato sul progettare un furto, a cui di fatto è dedicato l’unico intermezzo nel pubblico, coinvolgente e molto divertente, tra la prima e la seconda parte della performance.

Il testo dunque diventa un pretesto: tra “volgarità di parola”, “equivoci verbali”, “discussioni giovanili” e “citazioni cinematografiche” (“Die Hard” di Roderick Thorp e “Drive” di Nicolas Winding Refn), lo spettacolo è un’ora di pura e grottesca comicità, laddove per contare i soldi si “pesano le borse che li contengono”, per fuggire dopo la rapina si usa una “cinquecento rosa” e per eroe esistenziale si predilige “Maurizio Mattioli”.

Una sorta di “Romanzo Criminale” versione “I Soliti Ignoti” in formato teatrale. La rappresentazione così potrebbe essere l’idea per un futuro format cinematografico o per una web serie giovanile su You Tube.

Con un finale piacevolmente assurdo ed inaspettato, forse un pochino sbrigativo, Federico Maria Giansanti, giovane e decisamente “schivo e bukowskiano” all’apparenza, si porta a casa un ottimo successo, degno di elogio.

A lui consigliamo di non smettere di indagare l’animo umano e di continuare a scrivere, perché nel vuoto tematico della realtà artistica romana, un testo originale, viscerale e dotato anche di una “sana volgarità espressiva”, specchio della nostra società, che non infastidisce ma piuttosto rallegra, è il punto di partenza per una Nuova Drammaturgia Contemporanea.

Una menzione speciale per l’attrice Martina Montini che , tecnicamente molto credibile e pulita, riesce a far sorridere e riflettere in un gran cast al maschile di altissimo livello, dimostrando finalmente la bravura attoriale al “femminile”, laddove oggi spesso si assiste ad interpretazioni scialbe e mediocri, a favore di bellezze estetiche e tipologie cinematografiche prive di totale personalità artistica.

Lavinia Ala

 

 

 

Teatro Trastevere

La rapina 

dal 30 maggio al 4 giugno

scritto e diretto da Federico Maria Giansanti

con Giacomo Bottoni, Luca Cesa, Simone Lilliu, Daniele Marini, Martina Montini e Mark Proietti

 

 

 

 

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