L’amore migliora la vita

La realtà dei fatti: come affrontarla?

Un appunto sarcastico e cinico sulla società attuale ce lo offre questa pièce, la quale ci aiuta a soffermarci sulle difficoltà espressive e affettive di fronte ai figli. L’incapacità di comprendere ci limita a non superare la soglia di essere diversi, ma facilita le confidenze con gli estranei

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Al Teatro Marconi di Roma, dall’1 all’11 dicembre, va in scena L’Amore migliora la vita. Scritto e diretto da Angelo Longoni vede protagonisti Ettore Bassi nei panni di Franco, Eleonora Ivone in quelli di Silvia (genitori di Matteo), Ady Angelillo interpreta Anna, Giorgio Borghetti invece è Marco (genitori di Edoardo).

Due coppie si incontrano a cena per parlare dei loro figli, i quali sono stati scoperti insieme nella loro scuola. Nascono così conversazioni sarcastiche e ciniche, che nascondono le debolezze e l’incapacità di essere genitori in questa società.

logo-3Lo spettacolo si ambienta in un salotto borgheseGianluca Amodio cura la scenografia – per spostarsi ad un pannello laterale dietro il quale si svolgono le altre azioni. Un’idea sfruttata molto bene e che differenzia le diverse fasi della performance, alternandole grazie alle sequenze dei dialoghi.  Essi si svolgono sia nel salotto, sia dietro al pannello, il quale definisce un ambiente esterno. L’insieme, quindi, è reso gradevole grazie alla gestione delle luci: molto interessante, la troviamo quasi cinematografica e mantiene alto il livello fotografico delle scene.

Sebbene la scenografia sia ricca e ben architettata, e rafforzi il senso cinematografico desiderato, la disposizione di alcuni elementi, però, non è del tutto funzionale al mantenimento di una buona visuale per chi siede a sinistra della platea. Un vero peccato, perché un’attenzione maggiore al mobilio, donerebbe alla performance una verve diversa.

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Soffermandoci invece sul testo, troviamo che esso analizzi ciò che si nasconde dietro le difficoltà nel riconoscere e nell’accettare la posizione omosessuale oggigiorno. Ogni genitore si trova sempre impreparato di fronte questa realtà, ma sta di fatto che accade, perché madre natura fa nascere così.

I quattro protagonisti, così, nel riconoscere i propri limiti e fallimenti – nel non aver capito i loro figli – tra discussioni efferate, confidenze, e seduzioni, si interfacciano e si confidano. Sebbene i personaggi esprimono le loro debolezze di fronte questo problema, rimangono nell’immobilità delle loro stesse vite, dove alcun cambiamento avviene.

La regia, non del tutto movimentata, costringe gli attori a poche movenze, mentre la recitazione è poco ritmata, al contrario di quanto il testo richiederebbe, per renderlo più dinamico e brioso. Ady Angelillo e Eleonora Ivone – l’una casalinga, l’altra giornalista per una rivista di moda – con le loro interpretazioni sono estroverse e fuori dagli schemi; Ettore Bassi recita un personaggio artistoide, esperto musicale, cinico e distaccato dai fatti che accadono; Giorgio Borghetti, invece, con il suo dialetto romano riesce bene a mascherare la sua vera personalità.

Uno spettacolo che nel complesso riesce a inquadrare uno scorcio della società con leggerezza, facendoci tuttavia riflettere su come prendere posizione circa le proprie scelte, soprattutto senza mentire a sé stessi e di fronte la propria vita. Non sappiamo quanto l’amore possa migliorare la vita, ma sicuramente ci rende liberi di seguire il personale sentire.

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa AC

 

Teatro Marconi

L’amore migliora la vita

dall’1 all’11 dicembre 

scritto e diretto da Angelo Longoni

con Ettore Bassi, Edy Angelillo, Giorgio Borghetti e Eleonora Ivone

costumi Margherita Longoni  

scenografo Gianluca Amodio

 

 

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