Le cose buone fanno male

Un amore irrinunciabile

Una performance alquanto stravagante, che potremmo definire grottesca, si avvale del dono della sintesi, di una linearità indiscutibile, e soprattutto di un’originalità per come i piani registici sono stati pensati

logo-3Al Teatro dell’Orologio di Roma, dal 4 al 6 novembre, segna la regia di Gabriella Giuditta Sin Infelise e Mariaelena Masetti Zannini. Spettacolo tratto dal racconto di Olivia Balzar, Le cose buone fanno male, dall’antologia illustrata Streghe Postmoderne (AlterEgo Edizioni, 2016), vede in scena Olivia Bazar (Bibi), Michele Ferlito (Amedeo), Gabriella Giuditta Sin Infelise (Ornella), e la partecipazione speciale della Contessa Beatrice Masetti Zannini, Gonzalo de la Verga, Sara Vaccari e lo Smadonno di Tindaro. La musica è a cura di Simone de Filippis, e la supervisione artistica di Antonio Enea.

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Nonostante la piccola sala, su tre piani registici si è evoluta la vicenda di Beatrice, Amedeo e Ornella (amante di Amedeo). Beatrice è in cucina; dietro di lei c’è chi cura le musiche di sottofondo; a sinistra vediamo il cuoco di casa e una signora seduta, la quale rievoca la nonna di Beatrice; infine in scena entrano e escono Amedeo e Ornella sia in vesti da mare, sia in vesti da passeggio, quindi simulando i loro incontri e lasciando che la simultaneità degli avvenimenti spiccasse.

Beatrice, grazie al suo matrimonio, è diventata ricca. Amedeo, un medico in carriera, viaggia molto per lavoro. I congressi, si sa, sono anche le occasioni per incontrare donne avvenenti. Così Ornella comincia a prendere il posto di sua moglie. Ma, disgraziatamente, Beatrice scopre la coppia e le sue intuizioni si rivelano, così, giuste rispetto le bugie del marito.

logo-5Beatrice, detta Bibi, narra la sua storia, intervallata da una voce fuori campo (di Pierluigi Jonna Coletta). Molto brava nella sua gamma vocale, simula una erre moscia che si addice al suo personaggio. Lei non può essere sostituita da un’altra donna. Lei non sopporta il tradimento, perché l’altra sostituisce il suo mondo. Così quando Ornella la va a trovare per spiegarle che stava con Amedeo, accade l’irrimediabile.

Tra divertimento, sarcasmo, e cinismo le emozioni vengono incarnate per declamare come ci si sente verso il tradimento: una morte interna. Un tormento dell’anima e del corpo che devasta. Per salvare la propria vita in frantumi, Bibi, per cena, fa trovare a suo marito un buon piatto di fettuccine con il ragù. Quest’ultimo richiede pazienza e calma, ma il segreto per un buon ragù? La carne.

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Un pizzico di follia e un minimo di stregoneria sono i pezzi fondamentali dell’esibizione: il paradosso di una situazione che potrebbe anche accadere, dietro dinamiche che chissà perché scattano nella mente di alcuni. E di certo è lecito tenercene a distanza.

Anche la scelta dei costumi, curati da Coup de theatre, la riteniamo inerente allo spettacolo, in quanto ci propone un retrò alquanto originale e ricercato.

Una performance, dunque, che nel suo svolgersi in quaranta minuti, ci racconta il cuore di una vicenda cruda e violenta, in cui non si distoglie mai l’attenzione su ciò che avviene in scena, anche grazie alla spiccata espressività di Olivia Balzar, la quale mantiene alta la sua recitazione.

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa AC

 

Il link alla breve intervista alla co-regista dello spettacolo Le cose buone fanno male: Gabriella Giuditta Sin Infelise

 

Teatro dell’Orologio

dal 4 al 6 novembre

Le Cose Buone Fanno Male

di Olivia Balzar

regia di Gabriella Giuditta Sin Infelise e Mariaelena Masetti Zannini

con Olivia Balzar (Bibi),  Michele Ferlito (Amedeo),  Gabriella Giuditta Sin Infelise (Ornella), e con la partecipazione speciale di Sara Vaccari, Gonzalo de la Verga, Smadonno di Tindaro e della Contessa Beatrice Masetti Zannini

Musiche a cura di Simone de Filippis

Costumi: Coup de theatre

Supervisione artistica di Antonio Enea

Stex Sound Studio Danilo Silvestri

voce di Pierluigi Jonna Coletta

 

 

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