L’uomo dalle suole di vento

La poesia maledetta

Il rapporto tra i due poeti maledetti Verlaine e Rimbaud viene rappresentato in una circostanza spesso indefinibile e complessa, ma con cura e grande ispirazione. Al Teatro Hamlet di Roma, dal 20 al 23 aprile, le liriche sono lo sfondo narrativo della vita dissoluta dei protagonisti

Nella seconda metà dell’Ottocento, Paul Verlaine ed Arthur Rimbaud instaurarono un rapporto che andò oltre la passione comune per la poesia: Romano Talevi scrive e dirige l’opera ispirata alla vita dei due poeti.

Nella casa parigina di Verlaine prende vita questa singolare avventura di amicizia virile, che sfocia presto in altro, coinvolgendo anche gli altri abitanti della dimora.

Quelle passioni sfrenate e allucinate, descritte nelle opere dei poeti maledetti, trasformano la vita reale dei due protagonisti, i quali, col procedere della storia, si ritrovano sempre più spesso in circostanze  grottesche ed estreme.

Lo spettacolo è concepito su più piani temporali e narrativi e, spesso, i personaggi si trovano coinvolti in monologhi o in a parte: alcune delle poesie più celebri di Verlaine e Rimbaud diventano invece parte di dialoghi o pretesto per intermezzi onirici o di raccordo.

Il copione scritto da Talevi è ricchissimo di materia verbale di gran qualità, persino quando i dialoghi toccano le corde del surreale e del licenzioso; va, però, a perdersi molto di quel sottotesto scabroso e perverso, rappresentativo dell’ambiente narrato.

L’autore concepisce un lavoro senza dubbio ispirato e dettagliato. Quest’ultimo ha il pregio di non annoiare e si mette al servizio di un ottimo cast. Tuttavia non mancano numerosi difetti che, sommati, compromettono non poco tutta la messinscena.

Lo spettacolo dura molto, quasi tre ore, e le ultime scene sono mal sopportate dal pubblico che si perde in distrazioni. Anche la regia, più volte, smarrisce la strada: sopraffatta dall’abbondanza di dialoghi e da uno sfruttamento confuso degli spazi. Decisamente improbabili anche le età anagrafiche di personaggi ed attori.

La pecca più grande però arriva dalle luciusate mediocremente e con totale assenza di varietà, problema che rende troppe scene prive della giusta atmosfera.

Inoltre, la rappresentazione è accompagnata da musiche eseguite dal vivo da tre ottimi musicisti (Giorgia Viglianti, Alessia Guaitoli e Giulio Viglianti) i quali però restano completamente illuminati anche nei lunghi momenti di pausa, creando un disturbo all’illuminazione di tutto lo spazio scenico.

Ottima prova del cast capitanato dallo stesso Talevi nel ruolo di Verlaine: sul palco con lui ci sono Rita Pasqualoni, Ilaria Mariotti, Pierfrancesco Ceccanei (un Rimbaud un po’ troppo gigione) e Serena Renzi, che spicca su tutti per sicurezza e disinvoltura.

Gabriele Amoroso

 

 

Teatro Hamlet

dal 20 al 23 aprile

L’uomo dalle suole di vento

scritt e diretto da Romano Talevi

con Ilaria MariottiPierfrancesco Ceccanei, Rita Pasqualoni, Serena Renzi e Romano Talevi

musiche eseguite dal vivo

arpa Giorgia Viglianti

violoncello Alessia Guaitoli

percussioni Giulio Viglianti

costumi Gianluca delle Fontane

disegno luci Roberto De Leon

idea scenica Gecko Theatre Company

riprese video GG Studio

 

 

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