Mi chiamo Lina Sastri

Il sussurro mite

Martedì 4 ottobre al Teatro Quirino di Roma l’artista napoletana ha incantato il pubblico grazie alla sua professionalità e alla sua voce. Fino al 9 ottobre è possibile godere di uno spettacolo interamente dedicato alla musica del sud, sempre passionale e straziante al tempo stesso

Vestita di rosso appare, lei, simile a una sirena incantatrice. Già dai primi momenti intuiamo essere, lo spettacolo, poetico e intimo. Musica, parole, canto e movenze trovano intreccio nei sette quadri per i quali la rappresentazione si distingue.

lina-sastri-ph-c-bellincampi-img_locandina

L’attrice è accompagnata alla chitarra da Filippo D’Allio, al violino da Gennaro Desiderio, alle percussioni da Salvatore Minale, ai fiati da Gianni Minale, al pianoforte da Pino Tafuto, infine, al contrabbasso da Antonello Buonocore.

Mi chiamo Lina Sastri, spettacolo in musica e parole in sette quadri, è scritto e diretto dalla stessa Sastri. Coadiuvata da Alessandro Kokocinski per l’idea scenica e il disegno luci, si avvale della direzione musicale e degli arrangiamenti di Maurizio Pica.

Lina Sastri, elegante e sublime, ci racconta, mediante la sua voce, la sua persona e la sua Napoli. Racconti e ricordi si intrecciano con le poesie che predilige: i versi declamati, sia dei poeti a lei cari, sia versi della sua stessa scrittura, ci toccano nel profondo.

Denotano vite. Quelle vite legate al chi sono, alla memoria, al mare, alla terra, al cielo, alla solitudine, alla rinascita (i titoli dei sette quadri) che potrebbero appartenere a ognuno di noi, non solo all’artista, la quale in questo caso, nel dialogo intimistico con sé stessa si apre alla platea.

La musica tradizionale subisce varie contaminazioni. Dal jazz, con Filumena Marturano di Eduardo De Filippo (monologo della Madonna delle rose), al ritmo brasiliano con Maruzzella, fino ad abbracciare anche le sonorità del tango.Ritmi dolci e delicati, invece, ricordano Pino Daniele con Assaje, Sud scaveme ‘a fossa, Maggio se ne va, Lazzari felici e Chi tene ‘o mare.

Nulla è lasciato al caso. Ogni quadro ha le sue melodie e le sue interpretazioni che, tra canzoni e recitazione, incantano il pubblico. L’insieme diviene, così intenso, atmosferico, emozionale ed evasivo. L’attrice si muove sul palco ballando la Tarantella del Gargano, e sensuale le ballate tradizionali napoletane, tra le sculture realizzate da Alessandro Kokocinski, il quale cura il disegno luci perfetto, che mai si sgretola alla vista, bensì dona degli sfondi blu e rossi, fatti di onde e di fiamme.

????????????????????????????????????

Ovviamente traspare una forte napoletanità. La passione è un tutt’uno con la tragedia – intensa e di impatto – provocata dal distacco, dai ritorni e dalle distanze, che nel meridione sono molto sentite. La religiosità è il contatto con Dio. Una Madonna viene calata sullo sfondo e ci si rivolge a lei con particolare dolore e incertezze, e le canzoni Madonna de lu Carmine e Ma Dio addò sta richiamano l’atmosfera voluta.

Nulla da eccepire, dunque, per uno spettacolo di classe e ben studiato. Sentiamo però di esprimere qualche riserbo circa i movimenti in scena che non ci hanno convinto particolarmente, forse perché resi poco fluidi; tuttavia pensiamo siano stati inseriti per far sì che teatro, musica e danza dialogassero con spontaneità.

Peccato aver perso alcune battute e non aver compreso del tutto i testi delle canzoni, in quanto è probabile che l’emozione non abbia giovato all’esibizione e la voce non fosse abbastanza forte per arrivare alle ultime balconate.

Lina Sastri va vista e va vissuta. Questo spettacolo ci restituisce il personaggio forte della storia del teatro e della musica. Un’esperienza da non perdere, perché l’interprete emoziona davvero.

Annalisa Civitelli

Foto: C. Bellincampi

 

Teatro Quirino 

Mi chiamo Lina Sastri, spettacolo in musica e parole in sette quadri

dal 4 al 9 ottobre

scritto e diretto da Lina Sastri

idea scenica e disegno luci

Alessandro Kokocinski

direzione musicale e arrangiamenti

Maurizio Pica

 

creative commons

Quest’ opera di

https://brainstormingculturale.wordpress.com/
è concesso in licenza sotto la
Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported

Based on a work at brainstormingculturale.wordpress.com