Naked (2)

Come ci si sente a guidare i fili di una persona come fosse un burattino?

50 minuti di pura immaginazione guidano il pubblico dentro una situazione che, forse, potrebbe anche capitare di vivere nella realtà. Ma non lasciamoci ingannare troppo da ciò che la fantasia fa scaturire, bensì lasciamoci trascinare dall’immaginario evadendo dalla realtà per almeno un’ora

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Al Teatro Stanze Segrete di Roma, una chicca, più che altro una stanza, dall’8 al 13 novembre ritorna l’Ast Company con Naked,  per la regia di Giorgia Giuntoli.

Dall’inglese nudo, spoglio, si intende una scenografia, appunto, vuota. Essa viene vestita di un tavolo e due sedie da parte di un astante. I tre elementi così vengono disposti nello spazio secondo il proprio sentire. E può capitare che le sedie siano distanti tra loro.

Gli attori, Patrizio Cossa e Fabrizio Lobello, entrano in scena lasciandosi suggestionare dalla situazione trovano di fronte a loro. Prima di dare inizio all’esibizione ci si prende qualche secondo di riflessione, per comprendere come poter sviluppare una situazione da improvvisare.

Chi entra in scena – Lobello – si impossessa di un personaggio. E’ un assistente di un professore universitario; Cossa è Giacomo, uno studente.

Interessante è l’intrecciarsi della vicenda, la quale subisce un’alternanza di cambi di ritmo notevoli, che ci aiutano a vivere le emozioni nell’istante specifico. Variando dal calmo all’agitato, dall’arrabbiato al nervoso, la gamma vocale ed espressiva, raggiungono così vette di sfogo decise e intense.

Giacomo si deve laureare. Vuole una data precisa. L’assistente è reticente, in quanto la tesi deve essere assolutamente rivista e riscritta per arrivare a 200 pagine. Giacomo è preoccupato, perché sua mamma per la sua laurea ha invitato tutta la famiglia. E come fare a spiegare a una mamma del Sud che la tesi è rimandata?

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Tra ricatti e scelte, escamotage che i due personaggi si ritrovano per forza a vivere, noi ci immedesimiamo nella tensione e nel panico del momento. Sconvolgendo i piani e ribaltando le due situazioni, Lobello e Cossa, cercano di dare alla performance un sottofondo di efferatezza.

Molte le riflessioni che ci giungono chiare e spiazzanti, le quali coinvolgono le classiche convenzioni sociali. Dall’essere giusti e quindi non risolvere le cose tramite una scorciatoia; sull’essere smascherati circa la propria persona, seppure, non conoscendosi; sull’egoismo; sul non dare tutto per scontato, soprattutto il proprio amore.

Verso tutto ciò che ci circonda l’impegno dovrebbe essere un’osservazione attenta e meticolosa, tanto da insegnarci a non perdere le cose che si hanno sotto mano. Cosa si sa, quindi, di una persona che vive accanto a noi?

Un quesito che ci pone di fronte a scelte e a ruoli definiti. C’è chi è abituato a comandare e chi sa solo prendere decisioni; chi, invece, sceglie indipendentemente e fa decidere l’altro/a per una libertà personale. In sala l’agitazione crea il gioco dell’attesa: tra silenzi, pause, e sadismo, esso si fa perverso adattandosi alle circostanze.

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Nel piccolo spazio gli attori trovano contatto con il pubblico, dal quale non possono fuggire. Una dimensione intima, dunque, che conduce al termine della performance, poi, per un breve scambio di domande e di considerazioni con gli attori.

Interessante è la chiave che ogni compagnia di improvvisazione teatrale  decide di portare avanti per costruire gli spettacoli a sua immagine, distinguendosi. Ne abbiamo visti molti, ogni volta diversi sia a livello registico, sia recitativo. L’Ast Company predilige ciò che sente più vicino alla sua linea registica: quella della suggestione, innovativa nel suo genere.

Annalisa Civitelli

Foto: Alessandra Notaro

 

Teatro Stanze Segrete

dall’8 al 13 novembre

Naked

regia, Giorgia Giuntoli

con Patrizio Cossa e Fabrizio Lobello

 

 

 

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