Parole Parole Parole

L’importanza della comunicazione

Un racconto fatto di poesia, messo in scena attraverso giochi di parole, citazioni di Pascoli e D’Annunzio, dialetti e frasi al contrario. Un buon esempio per approcciarsi al mondo dell’amore in modo semplice, senza distaccarsi dal proprio io.

Lo spettacolo del grande Gigi Proietti va in scena al Teatro Sala Umberto di Roma, dal 27 settembre al 9 ottobre, scritto da Adriano Bennicelli.

A volte uno sguardo vale più di mille parole, e può bastare per far nascere l’amore, proprio come accade in Parole Parole Parole, in cui Valerio rimane colpito da Laura. Lui lavora in Banca, è balbuziente e intrattiene lunghe conversazioni con lei, che vede attraverso il monitor della security.

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I due protagonisti vivono un sogno ad occhi aperti. Entrambi amano comunicare: si sono conosciuti al cinema e parlano molto. A fatica però entrano in contatto, anche se pian piano si innamorano.

La storia è originale, divertente e il finale lascerà tutti senza parole, con un epilogo del tutto inaspettato. I dialoghi sono veloci e immediati, la battuta è sempre pronta e non mancano i riferimenti poetici o ad alcune canzoni.

Carlotta Proietti è Laura. Donna con la testa tra le nuvole, è molto chiacchierona. Le sue espressioni sul monitor fanno parte dei tanti spunti comici sparsi nella pièce. La notevole interpretazione arriva al pubblico e trasmette i sogni e i desideri di Laura, che confluiscono in un vero e proprio fiume di parole.

Matteo Vacca è Valerio, classico impiegato, impostato, un po’ timido e impacciato, soprattutto per via della sua balbuzie. Anche per lui l’interpretazione si può giudicare ottima, più accademica e rigida rispetto alla Proietti, ma insieme esprimono una forte alchimia.

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La mano di Gigi Proietti è inconfondibile: tutto ciò che avviene sul palco sembra muoversi dietro la sua presenza invisibile. L’insieme degli spostamenti (da quello delle sedie, che rimandano alla guida di un’auto, al racconto della cicala e la formica) rende tutto più completo e armonioso.

La scenografia è caratterizzata da alcuni elementi interessanti: le scrivanie, il monitor e la telecamera, vengono usati per gran parte dello spettacolo. Mentre altri oggetti, le sedie e il cestino da pic-nic, sono usati in modo particolare, e sullo sfondo, il proiettore mostra i vari luoghi in cui si muovono i personaggi. Ultima nota per la colonna sonora: tra i tanti brani, vanta gli Abba, Mina e Bruno Lauzi.

Opera da non perdere, sull’importanza della comunicazione, con un pizzico di romanticismo.

Zuleca Rienti

 

Teatro Sala Umberto

dal 27 settembre al 9 ottobre

Parole Parole Parole

regia di Gigi Proietti

con  Carlotta Proietti e Matteo Vacca

 

 

 

 

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