Quando eravamo repressi 3.0

Le trasgressioni sessuali viste in chiave comica

E’ possibile parlare di sesso in modo scanzonato e allo stesso tempo far riflettere? Una commedia dai toni comici ci riporta all’attenzione il tema dello scambio di coppia, ponendo l’accento sulle nostre inibizioni sessuali e mostrando un sesso che può liberarsi da molte sovrastrutture e tornare alla sua semplicità

Al Teatro Ghione di Roma dal 19 al 30 ottobre va in scena Quando eravamo repressi 3.0, commedia scritta e diretta da Pino Quartullo. Si tratta della celebre commedia già portata in scena nel 1990 ed ora al suo terzo adattamento.

Il tema, pioneristico negli anni Novanta ma ora attualissimo, è quello dello scambio di coppia e delle trasgressioni sessuali: due coppie, nettamente distinte per estrazione sociale e per modus vivendi, si danno appuntamento in uno scalcinato agriturismo della provincia laziale per cercare nuovi stimoli che possano vivacizzare il loro rapporto.

quando-eravamo-repressi5

Da una parte abbiamo Massimiliano (Tiziano Floreani) e Petra (Annabella Calabrese), proprietari di una jeanseria e dai modi coatti e borgatari, dall’altro Federico (Matteo Cirillo) e Isabella (Francesca Bellucci), coppia borghese dai modi timidi e impacciati. L’incontro tra questi due mondi genera tutta una serie di situazioni comiche e divertenti che strappano non poche risate al pubblico.

Quartullo adatta gli avvenimenti ai giorni nostri: ecco che quindi, grazie all’avvento dei cellulari, le due coppie si sono conosciute grazie ad un annuncio presente su facebook. La coppia borgatara, più esperta e disinibita, ha pubblicato un annuncio e l’altra coppia ha risposto al richiamo della trasgressione.

Petra e Massimiliano fanno la parte del leone sul palco: lei, col suo accento barese e con i suoi modi spicci e risoluti, le tenterà tutte per sciogliere il rigido Federico; lui, con la sua parlata romanesca, la sua prestanza fisica e il suo fare convinto avrà modo di interagire sia con lo stesso Federico che con Isabella, cercando di scalfire la loro timidezza.

Una commedia dissacrante e liberatoria, ma che ci fa anche riflettere su un tema, quello della sessualità, tanto taciuto quanto fondamentale nella vita di ognuno di noi. C’è il riferimento ai sex toys, quello alla sessualità intesa come esplorazione del proprio fisico, l’invito a vivere in modo sereno anche gli eventuali istinti verso lo stesso sesso.

La storia è tutto un crescendo comico in cui assistiamo a travestimenti, battute e gag fino alla scena conclusiva del primo atto, quella del grande amplesso. Molto belli anche i momenti musical, con i quattro che ballano e danzano in modo divertente e giocoso sul palco.

La regia di Quartullo è molto vivace e calibrata, e i continui cambiamenti di scena (grazie anche al gioco luci) permettono di tenere alta l’attenzione dello spettatore, che alla fine esce dal teatro soddisfatto e divertito.

Francesco Rinaldi

 

Teatro Ghione

Quando eravamo repressi 3.0

dal 19 al 30 ottobre

con Francesca Bellucci, Annabella Calabrese, Matteo Cirillo e Tiziano Floreani

scenografia Piero Pollinzi

costumi Giuseppe d’Andrea

musiche Federico de Feo, Isotta Giannetta

aiuto regia Matteo Fasanella, Lorenzo De Liberato

assistente alla regia Simone de Feo

Trucco e acconciature Marco Fava

 

 

Licenza Creative Commons

Quest’ opera di

https://brainstormingculturale.wordpress.com/
è concesso in licenza sotto la
Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 3.0 Unported

Based on a work at brainstormingculturale.wordpress.com