Quel che resta della festa

Quando la volontà si scontra con le consuetudini sociali

Un ritratto del Sud Italia veritiero e spietato raccontato con la leggerezza degli umili, vittime inconsapevoli di un sistema di usi e costumi pietrificato nel tempo e involontariamente insensibile alle necessità dell’essere umano

Quel che resta della festa al Teatro Studio Uno di Roma dal 13 al 16 ottobre, scritto e diretto da Claudia Balsamo – già attrice che si cimenta ancora una volta come autrice – è un monologo corale che ha come protagonista Daniela de Bartolomeis, sbarazzina e sensibile interprete della pièce.

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Il plot potrebbe, e calco la penna sul condizionale, sembrare poco incisivo: Marietta Scognamiglio è una donna del sud di una imprecisata zona del napoletano. Cresciuta nella classica famiglia patriarcale della metà del secolo del Novecento, vive la vita del suo quartiere sognando Elvis Presley e sbeffeggiando le poco chiare consuetudini di paese, che la costringono ad adeguarsi a costumi desueti e incomprensibili.

Fattasi donna, il padre le combina un matrimonio non richiesto e non voluto. Marietta è contrariata, ma il suo leggero disappunto è vissuto in famiglia come una tempesta turbolenta: sua mamma muore, non sappiamo se per il dispiacere causatole dalla notizia che la figlia non potrà scegliersi il futuro (come forse anche lei?) o per altro. Marietta accetta lo sposalizio ma il suo fidanzato, Benedetto, si uccide a causa dei problemi sul lavoro. Marietta, ormai battezzata Marietta Malamente, Marietta ‘a Janara e così via, vivrà la sua vita da zitella accudendo il padre senza poter in alcun modo esprimersi esistenzialmente.

La sua semplicità, però, le permetterà di non patire la sua condizione di reclusa: sorride, ammettendo di conoscere poco la vita ma, nonostante tutto, una buona canzone e un animo leggero la salveranno dal tedio quotidiano.

Non sembrerebbe una storia fuori dall’ordinario. Eppure è proprio nell’ordinario che Balsamo scava, traendone materiale umano di indubbio spessore. De Bartolomeis, che dà voce ad una Marietta incantata e della quale non ci si può non innamorare, riesce a rendere un monologo corale portandovi le voci del paese ma non solo: dei genitori di Marietta e delle tre zie, prefiche d’eccezione, del futuro sposo Benedetto. E, dietro di loro, dell’italietta pronta a trovare nel prossimo il caprio espiatorio della frattura di una qualsiasi convenzione sociale, sia quest’ultima borghese o popolana.

In scena una sedia, una radio, un poster di Elvis. Allo spettacolo non servono, per fortuna, suppellettili aggiuntive per spiccare il volo. Il coprispalle di Marietta, che nel costume di scena rimanda alla grazia e alla pudicizia delle donne del sud, diviene di volta in volta vestito per il lutto o golfino da passeggio: in tanti modi l’abito aiuta l’interprete ad essere una persona diversa.

Quel che resta della festa – il cui titolo rimanda alla festa di matrimonio di Marietta che termina con la morte di Benedetto e l’acquisizione per la giovane dello status di zitella a vita e jettatrice – è uno spettacolo semplice e senza eccessi, ben scritto e ben interpretato, evocatorio e straziante, sincero e colorato. È difficile non esserne trasportati e rapiti.

Non si tratta, però, di uno spettacolo leggero: ben concertato e dosato sapientemente, rappresenta lo specchio di una società che crediamo estinta e che, invece, merita ancora di essere indagata e mostrata, per tutte le Mariette che ne sono state vittime. Vittime di una esistenza non vissuta al massimo delle proprie capacità.

Maurizio De Benedictis

 

Teatro Studio Uno

Quel che resta della festa

dal 13 al 16 ottobre 2016

critto e diretto da Claudia Balsamo

con Daniela De Bartolomeis

 

 

 

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