Se stasera sono qui

Il gioco delle maschere e delle parvenze nel teatro en travesti

Gabriele Cantando Pascali porta in scena al Teatro Trastevere Se stasera sono qui, one-man-show dai toni ironici che strappa un sorriso e che, pur rimanendo nell’ambito dell’intrattenimento leggero, non si esimia dal sottolineare la difficile scelta di essere quel che si è, senza filtri

Cantando Pascali è un danzatore prestato al teatro: della danza porta in scena il rigore e gli intermezzi danzanti, mentre del suo comportamento esuberante e camaleontico fa tesoro per la prova teatrale. Il pretesto scenico, scritto e diretto da Liliana Eritrei (già regista e scrittrice per altri comici della scena italiana) si basa sulla dicotomia dell’omosessualità, spesso veicolo per indagare le proprie sfaccettature.

dsc_0600webLa regista divide lo spettacolo in due parti: nella prima Gabriele racconta se stesso e il suo passato, sempre in bilico tra serietà ed ironia. Nella seconda GabryElle, un’ipotetica sorella, fa il suo ingresso in scena svelando l’altro volto del cabarettista: la parte apparentemente frivola, che di lavoro fa la soubrette (o l’amante di mestiere, in un secondo sketch), che alla fine di frivolo dimostrerà ben poco.

Lo spettacolo è in parte en travesti, termine che preferiamo in questa sede al trasformismo del quale Cantando Pascali comunque sfrutta varie possibilità. Non per niente frequenti sono i riferimenti a Paolo Poli, eccelso maestro del genere, del quale l’attore tenta di riprendere la pungente salacità e la saccente presa di posizione nei confronti del mondo. Proprio nelle suddette parti intravediamo la parte più divertente dello spettacolo: quando l’attore, difatti, si libera dei dogmi personali e abbraccia l’ideale femminino nelle sue esagerazioni l’effetto comico subisce un’impennata, strappando più di un sorriso.

Se stasera sono qui è una prova teatrale che, forse, ricerca proprio questo: non la risata fragorosa e chiassosa, ma l’elegante sorriso nonostante i registri della comicità siano indagati dalla sobria battuta di spirito al più esplicito riferimento sessuale. Siamo colpiti piacevolmente dal fatto che le chiassose sbrodolature di un certo moderno cabaret siano assenti e che vi sia la ricerca di una certa “classe”, se così possiamo definirla senza essere snobisti.

Lo spettacolo non si consuma solo nell’esibizione dialogica tra attore e spettatore, però: come i vecchi uomini di teatro e come le celebri soubrette, Cantando Pascali porta in scena sia intermezzi ballettistici, sia canori, componendo una partitura che spezza la componente puramente parlata e che ricorda, almeno negli intenti, il vecchio varietà televisivo di derivazione teatrale.

dsc_0036webLa coppia di danzatori che accompagna l’attore, composta da Lucia Bochicchio e Rosario Marotta, si presta persino al teatro gettandosi nella recitazione di piccole parti. Completano il cast le architetture sceniche di Mariella Pizziconi, che ha l’ingegno di porre un manichino maschile sul palco vestendolo da donna nel momento in cui Gabriele diviene GabryElle, Lia Vergari nel suo make up e Andrea Busiri Vici. Nota di merito va attribuita a coloro che si sono occupati dei costumi, di sicuro effetto e ben scelti.

Dedicato agli amanti degli spettacoli che fanno sorridere e che vogliano, con il minimo sforzo, essere accompagnati per mano nel mondo dell’intrattenimento leggero.

Maurizio De Benedictis

 

Teatro Trastevere

Se stasera sono qui

dal 5 al 9 ottobre 2016

testi e regia di Liliana Eritrei

con Gabriele Cantando Pascali

con la partecipazione in scena di Lucia Bochicchio e Rosario Marotta

Assistente alla regia Federica Tessari

Disegno luci Andrea Busiri Vici

Scenografia Mariella Pizziconi

Vocal Coach Paolo Bianchi

Fotografia locandina Fabrizio Nardocci

 

 

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