St(r)age

Niente da festeggiare: siamo lavoratori o sudditi?

La compagnia romana BologniniCosta porta in scena al teatro Hamlet – nella sola data del 2 maggio – un esperimento teatrale riuscito e vigoroso, a metà tra lo sperimentale e il sociale. L’ottica è quella dell’equilibrio talmente incerto da crollare su se stesso per trovare una nuova forma

St(r)age è una dedica a chiunque viva una condizione di lavoro precario, non a caso viene portato in scena a ridosso del primo maggio; lo spettacolo va tuttavia oltre la semplice denuncia sociale e riesce a coinvolgere lo spettatore con un lavoro artistico ricco di qualità e preparazione.

Lo spazio teatrale viene svuotato ed occupato soltanto dagli attori e leggere luci. I quattro protagonisti si ritrovano così in un contesto informe e senza tempo, liberi di raccontare una realtà fatta di ingiustizie ed insoddisfazioni non perdendo mai la connessione con la responsabilità che il lavoro precario ha in tutto quel pessimismo.

La loro storia è incentrata sul mondo del teatro, una circostanza chiaramente non esente dal precariato, e questo dualismo scenico intensifica ancora di più la durezza dei loro dialoghi, sia nella forma che, ovviamente, nel contenuto.

Questi stessi dialoghi sono stati in parte rielaborati sulla base di interviste rilasciate da veri rappresentanti del teatro italiano: tutto questo ha contribuito a rendere ancora più verosimile ed onesto lo spirito dell’azione, nonostante la natura della rappresentazione sia chiaramente sperimentale ed allegorica.

La giovanissima Sofia Bolognini dirige un gruppo di attori giovanissimi e bravi: la costruzione delle azioni sorprende per la ricchezza delle idee, l’uso delle luci, delle musiche originali a cura di Dario Costa (che in realtà sono suoni elettronici) e per lo sforzo fisico al quale sono sottoposti i quattro ragazzi. Aurora Di Gioia, Giorgia Narcisi, Daniele Tagliaferri ed Andrea Zatti, infatti, usano il proprio corpo con energia, disinvoltura, concentrazione e persino coraggio, riuscendo a dare ad ogni scena un sentimento diverso che spazia dall’inquietudine all’empatia.

Sofia Bolognini, che è anche autrice del testo, crea un’opera di denuncia e più volte “offende” il teatro con i peggiori epiteti, tuttavia, la resa totale del lavoro e un finale decisamente dissacrante, dichiarano quanto la giovane regista ami in realtà il teatro stesso. E il pubblico lo capisce.

Gabriele Amoroso

 

 

Teatro Hamlet

2 maggio

St(r)age

curato dalla compagnia romana BologniniCosta

ideatore e produttore dell’evento

per TeatroSenzaTempoProduzione di Spettacoli Teatrali  Antonio Sebastian Nobili  

drammaturgia Sofia Bolognini

Aurora Di Gioia Celebrità / Timorata

Giorgia Narcisi Regista Maicontenta / Tuttafretta

Daniele Tagliaferri Attore Cane / Fallito 

Andrea Zatti Emergente / Scarto

musiche originali Dario Costa

 

 

 

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