Tanaquilla – La nobile Etrusca che fu regina di Roma

Il destino di una donna dietro le quinte del potere

Il coraggio e l’ambizione di chi non cede all’ignoranza e alla mediocrità sono il solo modo attraverso cui realizzare se stessi, nell’interesse del bene comune. Alla rabbia e alla furia di una cieca vendetta, una donna combatte, con l’amore e la purezza, l’invidia e la falsità di chi è destinato a rimanere infelice 

dsc_1957Dal 13 al 22 novembre Isabel Russinova torna in scena presso il Teatro Arcobaleno di Roma con Tanaquilla – la nobile etrusca che fu regina di Roma, per la regia di Rodolfo Martinelli Carraresi. Rappresentato in prima nazionale la scorsa estate presso il Teatro Romano di Volterra, il monologo è tratto dal volume Reinas, storie di grandi donne, scritto dalla stessa Russinova, da tempo orientata verso performance artistiche di stampo sociale, legate alla celebrazione dell’universo femminile.

Nobile donna etrusca, Tanaquilla conobbe Lucumone – così si chiamava in origine Tarquinio Prisco – una volta giunto con il padre dalla Grecia a Tarquinia. Lui era un giovane fiero e prestante, amante dell’arte e della cultura. Lei, dotata del dono del vaticinio, ne profetizza con lungimiranza il destino e le vittorie interpretando la volontà divina. L’amore e la forza di Tanaquilla segneranno il successo di Tarquinio Prisco nei suoi 38 anni di monarchia, fino alla congiura ordita da uno dei figli del predecessore, di cui il sovrano fu inesorabilmente vittima.

dsc_1963La Russinova è l’interprete intensa e drammatica di un monologo complesso, tra fasi narrative ad altre più introspettive. Il disegno luci asseconda tale complessità nel suo virare in maniera decisa dai toni caldi a quelli freddi, mentre le musiche di Antonio Nasca, evocatrici di atmosfere arcaiche, amplificano la dimensione ieratica della protagonista.

A completare la scenografia, le proiezioni di elementi naturali sul pannello di fondo-palco e gli arredi in perfetto stile etrusco – una poltrona e due candelabri –, così come trucco e costumi, altrettanto conformi al periodo storico, ad opera di Wilma Lo Gatto.

Tanaquilla è la storia di una donna sconosciuta a molti, dotata di grande forza e determinazione, elementi decisivi per se stessa e per la società. Un nobile esempio di come si possa coltivare un’ambizione con sapienza ed equilibrio rispettando chi è al nostro fianco, senza rinunciare ai propri sogni, a quello che gli dèi, il destino o la volontà umana hanno in serbo per noi.

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Il coraggio di chi non si arrende all’ignoranza e alla mediocrità, ci insegna Tanaquilla, sono il modo attraverso cui realizzare se stessi, nell’interesse del bene comune. Alla rabbia e alla furia di una cieca vendetta che segue un tradimento, lei risponde con l’amore e la purezza, combattendo invidia e falsità. Un monito forte, un richiamo alla vita, un modello di comportamento virtuoso e raro.

Historia magistra vitae. Ancora oggi, a distanza di secoli, il teatro classico è straordinariamente moderno, nel rappresentare quei principi eterni e indissolubili legati alla moralità e ai valori umani. Un viatico contro le contraddizioni dei nostri tempi, nate dai continui e persistenti errori che la nostra razza fallace non riesce a correggere.

Elena D’Elia

Foto: Sergio Battista

 

Teatro Arcobaleno

dal 13 al 22 novembre

Tanaquilla – La nobile Etrusca che fu regina di Roma

regia Rodolfo Martinelli Carraresi

con  Isabel Russinova

 

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