Volevo il maggiordomo

Per fortuna ci pensa Ambrogio

La vita di due fratelli, Maria e Giona, viene sconvolta dall’arrivo di un simpatico e singolare maggiordomo che farà riscoprire loro dei sogni che avevano dimenticato di avere. Una commedia sui generis che in alcuni punti deve esulare dal registro classico

La commedia Volevo il maggiordomo è in scena dal 14 al 26 febbraio al Teatro Roma della capitale, ed è diretta da Roberto D’Alessandro. Vede di nuovo sul palco la coppia formata da Fabio Avaro ed Enzo Casertano, già protagonisti dello spettacolo “Refusi”.

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Giona (Fabio Avaro) è appassionato di musica lirica ed è disoccupato, mentre Maria (Antonia Di Francesco) lavora in un studio dentistico, ma la sua vera passione è cucire. La vita dei due  fratelli sembra molto monotona, ma lui nasconde un segreto che cerca invano di rivelare a Maria, aiutandosi con qualche bicchiere di whiskey.

Per completare il quadro la vicenda si arricchisce della presenza di Maria Chiara Cimini,  la vicina di casa (macellaia segretamente innamorata di Giona). A sconvolgere le loro esistenze arriverà Ambrogio Fumagalli, all’apparenza un maggiordomo milanese che in realtà è Ciro, al 100% campano. Il ruolo di quest’ultimo si scoprirà nel corso della performance.

La regia di Roberto D’Alessandro è dinamica; aiutata dagli spazi ampi offerti dalla scenografia, è soprattutto schematica: infatti i personaggi si muovono omogeneamente su tutto il palco.

Il testo di Mario Alessandro Paolelli è incentrato su un lavoro psicologico dei personaggi, con l’intento di dare un assetto comico, nonostante la storia sia abbastanza semplice, e i dialoghi a tratti un po’ scontati. Il primo atto è lento, mentre il secondo, con l’arrivo di Casertano, acquista vivacità. La comicità è molto caricaturale, basata sui dialetti, romano e napoletano, con battute veloci, ma spesso poco originali.

Enzo Casertano spicca tra tutti per la sua interpretazione e la capacità di passare dal milanese al partenopeo con nonchalance, mentre Avaro è a suo agio nel ruolo; le scene di coppia tra i due attori sono abbastanza riuscite. Antonia Di Francesco, invece, ha un’interpretazione più fisica e urlata, in netto contrasto con quella della Cimini, più lenta e studiata.

Sebbene la trama dello spettacolo non sia troppo coinvolgente e quasi prevedibile, riserva però una piccola sorpresa; arriva in “punta di piedi“, con un finale assolutamente alternativo in cui ci si rivolge al pubblico per cambiare le carte in tavola.

Zuleca Rienti

Foto: Valeria Mottaran

 

 

Teatro Roma

dal 14 al 26 febbraio

Volevo il maggiordomo

testo di Mario Alessandro Paolelli

regia Roberto D’Alessandro

con Fabio Avaro, Antonia Di FrancescoMaria Chiara CiminiEnzo Casertano

aiuto regia Olimpia Alvino

disegno luci Maximiliano Lumachi

 

 

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