Due donne di provincia

Un inizio suggestivo apre la scena. Già dai primi istanti la rappresentazione sembra catapultarci in una catarsi interna e profonda: una dimenzione che le interpreti guidano con maestria all’interno di uno spazio concepito solo dalla parola 

Un letto a due piazze e delle lenzuola nere. Buio. Due voci, due donne, Magda e Valeria due universi diversi che si sfiorano, si scontrano per poi incontrarsi. É questo e molto altro “Due donne di provincia”, il testo di Dacia Maraini portato in scena al Teatro Furio Camillo di Roma lo scorso ottobre da Anastasia Astolfi, che ne ha curato anche la regia, e Monica Guazzini.

Un testo apparentemente semplice ma che svela dei sottotesti e dei personaggi molto complessi. Un testo di circa 40 anni fa che abbiamo trovato più che mai attuale come attuale possono essere le varie condizioni in cui le donne possono trovarsi.

Due amiche si ritrovano dopo diversi anni, si danno appuntamento nella casa del nipote di una delle due, lontano dalla loro città. Quella casa diventa il loro confessionale. Dopo anni, attraverso i ricordi, i sogni, la realtà, si raccontano cose che non avevamo mai avuto il coraggio di dirsi, cose che forse non avevano mai ammesso a loro stesse.

Valeria a cui una bravissima Monica Guazzini presta il volto, è una donna apparentemente forte, sicura, con la sua vita stretta tra le mani, autoironica; Magda intepretata dalla intensa Anastasia Astolfi è carica di sensi di colpa, con il senso del dovere anche verso persone che non stima. Una donna di casa, dedita alla famiglia, marito, figli e suocera.

Tra un vibratore trovato nel letto e una bottiglia di whisky si raccontano: da questo dialogo serrato, in cui le due attrici sono immerse, è impossibile distogliere lo sguardo. Emergono di conseguenza le loro frustrazioni, le loro angosce come tutte le sfaccettature di due donne che rappresentano tutte le donne del mondo, le stesse che lottano per lavorare, per farsi accettare, per guadagnarsi un posto nella società.

MagdaValeria sono diverse in tutto. Nel rapporto con i mariti, con il sesso, con la famiglia e proprio queste diversità le fa scontrare ma alla fine come due calamite si attirano, si avvicinano, si scoprono e quella rivalità lascia spazio alla solidarietà e all’amicizia.

L’intento del testo spiega l’autrice nell’intervista rilasciata a Visumè quello di sottolineare l’importanza dell’ unione tra le donne, dell’amicizia, della solidarietà. Concetti spesso condannati e disprezzati dalla società patriarcale”.

E l’obiettivo viene totalmente raggiunto dalla messa in scena. Uno spettacolo ordinato, pulito, privo di ogni elemento di distrazione. Unica protagonista la parola talmente potente da catapultare lo spettatore nelle paure di Magda e nelle stravaganze di Valeria.

Un finale aperto lascia spazio all’immaginazione. Non sapremo mai cosa accadrà ad
entrambe ma una cosa è certa, quell’incontro ha cambiato loro, ha cambiato noi.

Marta Astolfi

Foto: Flavio Bruno

 

 

Teatro Furio Camillo

dal 20 al 22 ottobre

Due donne di provincia

di Dacia Maraini

regia Anastasia Astolfi

con Anastasia Astolfi e Monica Guazzini

disegno luci Alessia Sambrini

scene e costumi N.C.N.L. Groupe

 

 

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