Finale di partita

Lo Spazio Diamante di Roma offre il proprio palco a una versione particolarmente potente di “Finale di partita”. Una delle opere più celebri di Samuel Beckett e dell’intero teatro dell’assurdo si ripresenta al pubblico rispettando lo spirito originale e sottolineando con intelligenza gli aspetti meno scontati grazie alla mano di Filippo Gili

“Finale di partita”, l’opera che Samuel Beckett scrisse all fine degli anni ’50 del 900, è un esempio perfetto di teatro dell’assurdo, capace di trovare sempre nuova forza attraverso gli anni. La storia di Hamm e Clov è tanto indefinibile quanto carica di significato: negli incomprensibili dialoghi dei protagonisti c’è insoddisfazione, rabbia, paura, dubbio, prevaricazione ma anche fiducia e amicizia, una serie di sentimenti vissuti da milioni di persone a pochi anni dalla fine della seconda guerra mondiale.

La stessa ambientazione della storia potrebbe far pensare ad uno scenario post atomico ma al di là delle metafore e delle allegorie di cui la storia abbonda, fondamentalmente “Finale di partita” è il racconto di due persone che non potrebbero esistere l’una senza l’altra.

Questa versione ha il pregio di mantenere intatte e vive le atmosfere più indicative del teatro dell’assurdo ma soprattutto può contare su un ottimo cast che occupa la scena con vigore pur non esistendo quasi alcun movimento scenico e che è in grado di rappresentare con una serie di splendide intenzioni tutti quei sentimenti che il copione descrive.

La regia di Filippo Gili privilegia la messa a fuoco delle sfumature più umoristiche dell’opera e di fatti quella parte di contesto più cupa e pessimistica si trova ad essere alleggerita e sdrammatizzata conferendo all’intero lavoro un respiro, paradossalmente, meno assurdo. È interessante anche l’idea di far interpretare i due anziani genitori del protagonista, Hamm, a due attori in realtà giovanissimi.

Senza dubbio riuscitissime le prestazioni dell’intero cast all’interno del quale un eccellente Giancarlo Nicoletti, nel ruolo di Clov, riesce a prevalere sul protagonista Giorgio Colangeli.

Gili mantiene costante il senso di attesa che connota tutta l’azione e realizza un finale esteticamente stupendo grazie ad un uso quasi magico delle luci.

Gabriele Amoroso

Foto: Luana Belli

 

 

 

Spazio Diamante

dal 2 all’11 marzo

Finale di Partita

di Samuel Beckett

regia Filippo Gili

traduzione Carlo Fruttero

con Giancarlo Nicoletti e Giorgio Colangeli

e con Matteo Quinzi e Olivia Cordsen

 

 

 

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