Finché giudice non ci separi

Mariti, padri e amici

Un atto unico pieno di battute affilate e puntali accompagna lo spettatore per un’ora e mezza di risate affrontando però tra le righe e con verità un aspetto spesso doloroso come quello della separazione tra coniugi 

Massimo è appena stato lasciato dalla moglie, il giudice che ha deciso i termini della sua separazione lo ha praticamente portato sul lastrico e lo sfortunato uomo si ritrova ad abitare nei sotterranei di un grande condominio romano. Suo fratello e due tra i suoi più cari amici, tutti e tre a loro volta separati, cercheranno di tirargli su il morale durante un pomeriggio pieno di sorprese e risate.

Saper sdrammatizzare denota sempre intelligenza e questo divertente testo scritto da Augusto Fornari (anche interprete e regista) con Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli è di fatto un lavoro profondamente intelligente.

Massimo, il protagonista della storia, tenta addirittura il suicidio, dimostrando come una separazione, che priva l’uomo della sua dignità, lo priva anche della sua voglia di vivere; le cronache quotidiane confermano la realtà della situazione e questa triste premessa è l’inizio della storia in cui tutti si sforzano di essere ottimisti.

Fortunatamente la connotazione più vera e deprimente della rottura vissuta dai mariti e padri rimane soltanto un’ombra tra le righe di un testo che di fatto è una commedia carica di ritmo e battute, capace di ironizzare sugli stereotipi e le differenze tra uomini e donne e recitata con grandissimo talento.

I cinque interpreti sono abilissimi nel rappresentare caratteri diversi e sarcastici, proponendo persino attimi di riflessione saggia e inconfutabile ma non perdendo mai quella leggerezza da commedia, mantenuta salda da una recitazione estremamente naturale, in alcuni casi supportata furbamente da un uso abbondante del romanesco.

Durante tutta la rappresentazione lo spettatore si diverte e tanto, entrando subito nel collaudato meccanismo del testo tra tormentoni e freddure fulminanti fino a venire sfiorato da importanti attimi ricchi di umanità ed emozione.

Non manca neppure quell’istante di commozione di fronte a piccole e grandi azioni coraggiose dei protagonisti e alla forza di una bellissima amicizia virile.

Bravissimi tutti i membri del cast, un gruppo affiatato e disinvolto che padroneggia il palco senza perdere mai un colpo.

Gabriele Amoroso

 

 

Teatro Vittoria

dal 30 novembre al 10 dicembre

Andrea Maia Teatro Golden e Vincenzo Sinopoli

presentano

Finché giudice non ci separi

con Augusto Fornari, Laura Ruocco, Luca Angeletti, Toni Fornari e Simone Montedoro

regia Augusto Fornari

aiuto regia Noemi Sferlazza e Michele Iovane

costumi Chiara Cicognani

 

 

 

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