Il bacio

Non c’è più l’eco di una volta

Il testo di GerThijs, uno dei più importanti drammaturghi olandesi, è stato ripreso da Francesco Branchetti. Andato in scena dal 4 al 15 aprile al Teatro dell’Angelo, nel cuore del quartiere prati di Roma, per la regia dello stesso Branchetti, ultimerà la sua lunga tournée il 28 aprile ad Aprilia al Teatro Europa

Dalla scrittura morbida e delicata “Il Bacio” si presenta con un’efficace scenografia. Un bosco, una panchina, due personaggi, di cui non è dato sapere i nomi. Ciò che ci interessa descrivere è il loro percorso: il modo di conoscersi e di entrare in contatto, contesti in cui sono soppesate parole, come dialoghi, sentimenti ed emozioni.

Il rapporto che si instaura tra i due, infatti, prende forma durante il corso della narrazione. All’interno della boscaglia sita in una località montana olandese, un uomo e una donna si incontrano per caso.

Lei affronta un cammino spirituale per affrontare una situazione di salute che la preoccupa; lui, invece, vaga per i sentieri in cerca di qualche certezza, sfogando i dispiaceri nell’alcool.

Sulla scenografia di ampio respiro, curata da Alessandra Ricci, si apre dunque la rappresentazione. Sui pannelli trasparenti, disposti sullo sfondo del palco, sono dipinti tronchi d’albero e vengono proiettate delle forme di animali. Per distinguere le fasi del giorno, dietro ai suddetti pannelli, vengono accese le luci dalle svariate sfumature, mentre la panchina viene spostata all’occorrenza.

Lui, dal carattere informale è un tipo stravagante e bizzarro. Attore senza fama, si finge turista, andandosi a contrapporre alla figura elegante e sofisticata di lei, inquieta e riservata. Vestita di nero con una camicetta bianca, gli unici accessori che donano colore sono le scarpe da ginnastica rosse e la borsa con dentro quelle di ricambio. L’uomo è ben abbigliato e ha con sé uno zaino. Mano a mano che la storia va avanti, però, alcuni elementi del vestiario vengono abbandonati per la strada.

In due ore di spettacolo (che non devono affatto spaventare, perché tutto è in perfetto equilibrio) Branchetti, affiancato da Barbara De Rossi, mantiene la scena in modo energico e cadenzato. Per noi è stato sorprendente vederlo gestire ogni momento con impeto, grazie a una versatilità di toni notevole. La De Rossi è un’ottima spalla e la sua gamma vocale è profonda e incisiva.

Il testo non è semplice o almeno, all’inizio, pare esserlo. Mano a mano che i dialoghi si snodano, si manifesta il cuore della storia. La poetica si innesta con vivacità e qui, la comicità, diventa un ottimo elemento che riduce tristezza e preoccupazione insite nella vicenda. La donna, appunto, sposata con Berend (unico personaggio ad essere nominato), ex farmacista, deve fare una visita in ospedale, per appurare l’esistenza o meno di un cancro. Il viaggio diventa così intimo e mai volgare, bensì profondo, in cui emergono speranze e consolazione.

E’ l’incontro di due anime sole, infelici e sensibili, al contempo delicate. Esse sognano, si  rendono entrambe libere di essere loro stesse ma soprattutto si permettono di avvicinarsi quasi in un tempo remoto, che ormai non ci appartiene più.

Entrambi coniugati e con figli, si scambiano le reciproche apprensioni rispetto la prole e le loro relazioni. L’insieme vivace viene accompagnato dalle musiche originali composte da Pino Cangialosi, in cui i suoni melodici del pianoforte prevalgono. A tratti nostalgici e comici, a tratti romantici e cadenzati.

A noi non rimane che riflettere: il gioco tra i due personaggi, che sdrammatizza la storia, ci induce a pensare che parlare durante il tempo in cui si sta insieme a qualcuno non è mai abbastanza. A non trattenere gli impulsi ma tirare fuori ciò che si sente. Soprattutto a osservare quanto il corpo di una donna può cambiare rispetto a un tumore al seno con tutte le paure che ne scaturiscono.

Annalisa Civitelli

 

 

 

Teatro dell’Angelo

dal 4 al 15 aprile

Il Bacio

di GerThijs

presentato dall’Associazione culturale Foxtrot Golf

regia Francesco Branchetti

con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti

musiche originali Pino Cangialosi

scene Alessandra Ricci

costumi Francesco Branchetti

assistenza alla regia Simone Lambertini

 

 

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