La bastarda di Istanbul

La Sala Umberto di Roma viene invasa da atmosfere internazionali grazie a “La bastarda di Istanbul”, opera teatrale scritta e diretta da Angelo Savelli sulla riduzione dell’omonimo romanzo di Elif Shafak. La colorata saga della famiglia Kazanci, ambientata tra Turchia,  Armenia e Stati Uniti, è in scena dal 15 al 25 marzo

“La bastarda di Istanbul” è l’avventura di una famiglia turca che attraverso gli anni vive drammi, gioie e profondi cambiamenti. Un racconto fatto di matriarcato e femminilità che riserva persino due potenti colpi di scena. Angelo Savelli trasforma il romanzo di Elif Shafak in un valido spettacolo dove è la forza delle parole a creare la trama.

L’intera rappresentazione è pervasa di storia e si rende affascinante scena dopo scena. Diventa però quasi errato definire “La bastarda di Istanbul” uno spettacolo di prosa dal momento che si avvicina molto di più ad uno storytelling.

Ogni personaggio si rivolge frequentemente al pubblico (parlando oltretutto in terza persona) per raccontare i passi fondamentali della famiglia e chiarire i rapporti che intercorrono tra i protagonisti e soprattutto le vicende storico-politiche che fanno da sfondo a tutto il racconto: questo a discapito dei dialoghi veri e propri che sono dunque circoscritti ad azioni di raccordo tra un monologo e l’altro senza però indebolire la completezza del copione.

Tuttavia il doppio piano narrativo contribuisce a creare un ritmo non sempre costante e numerosi momenti morti in cui le scene si interrompono completamente.

La scenografia, che è quasi totalmente videoproiettata, anche su pannelli mobili di grande effetto, permette di realizzare ambienti carichi di bellissimi colori di fronte ai quali gli attori sembrano quasi soggetti di quadri: una scelta indovinata ed esteticamente suggestiva.

Il punto dolente dello spettacolo è il cast che fondamentalmente è male assortito, anche da un banale punto di vista fisico, non essendoci di fatto la minima somiglianza tra i membri che interpretano ruoli imparentati tra loro.

Inoltre alcuni attori portano in scena prestazioni alquanto mediocri e affaticate, soprattutto tecnicamente, esagerando con leziosità e virtuosismi o non riuscendo addirittura a farsi sentire dalle file più distanti dal palco. Nonostante questo Valentina Chico e Serra Ylmaz si distinguono per energia ed intensità la prima, e naturalezza ed ironia la seconda: essenzialmente l’intero spettacolo è soltanto sulle loro spalle.

Gabriele Amoroso

 

 

 

Teatro Sala Umberto

dal 15 al 25 marzo

Pupi e FreseddeTeatro di Rifredi

presentano

Serra Yilmaz 

in

La bastarda di Istanbul

riduzione e regia Angelo Savelli

con Valentina Chico, Riccardo Naldini, Monica Bauco, Marcella Ermini, Fiorella Sciarretta, Diletta Oculisti ed Elisa Vitiello

video-scenografie Giuseppe Ragazzini

costumi Serena Sarti

luci Alfredo Piras 

elementi scenici Tuttascena 

i diritti d’autore di Elif Shafak sono gestiti dall’agenzia Curtis Brown


 

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