La spiaggia

Il vuoto sentimentale

Dal testo del regista Luca De Bei “La spiaggia” prende vita un monologo intenso. L’esigenza dell’autore di raccontare una storia di getto va alla ricerca di un affetto paterno che chiunque può soffrire. Al Teatro capitolino de La Cometa dal 25 ottobre al 12 novembre due settimane di emozioni attendono il pubblico verso un universo davvero toccante

L’autore descrive i sentimenti di una donna in modo preciso. Si percepisce infatti, durante il corso della narrazione, che è cresciuto a pane e copioni teatrali, i quali sicuramente lo hanno indotto a leggere e catturare i caratteri di ogni personaggio e dunque a delineare anche quelli femminili.

La spiaggia dove ognuno ritrova se stesso in tante maniere diverse è il luogo della scena (Dario Dato). Essa cattura la nostra attenzione con il suo spazio e attraverso il senso di libertà e di freschezza che, con i suoi sassi levigati e tondi come la Luna – da tirare sulla superficie dell’acqua – e le conchiglie sparse su, ci toglie il fiato. Una sdraio, una borsa tipica da mare, un cappello a falde larghe, un abito fresco estivo, degli occhiali da sole e dei foulard compongono l’essenza della dimensione.

“La spiaggia” è un contenitore pieno di vuoto nel quale sentimenti, disperazione, dolore, ricerca, domande, vicinanza, amore, rapporti, azioni-non azioni, parole-non parole, silenzi, blocchi emotivi, ricordi, si mescolano in abbondanza, ma tuttavia l’unico ingrediente che risalta il sapore è la solitudine, quella da colmare da soli, per ricostruirsi, o insieme, in compagnia di un compagno pur non essendo bello e attraente, ma che cattura con il proprio linguaggio, contraddistingundolo dagli altri.

Paola Minaccioni incarna Irene. La sua recitazione viene guidata alla perfezione da De Bei e dalla sua dolcezza che, con sapienza, riesce a farla uscire dalla sua consueta comicità. Il monologo si avvale infatti di una regia sobria la quale con grazia studia azioni semplici. L’attrice comica veste i panni di un personaggio complicato che desidera un contatto, un dialogo con suo padre, una persona ombrosa, con una mente che mai sta dove dovrebbe nel presente.

Si viaggia per spazi temporali: la protagonista ci racconta le sue età, da bimba, da giovane e da adulta. Tappe di vita in cui le stagioni e le prime frescure, innamoramenti, matrimoni, divorzi e una gravidanza, si davano appuntamento, ogni domenica, alla spiaggia, vissuta con la presenza silenziosa del papà. La solitudine attanaglia. Ma nonostante questo spensieratezza, colori, rumori, giochi, onde, sono lo sfondo della rappresentazione capaci di donare un po’ di ristoro.

La Minaccioni si mette in gioco, misurandosi con il teatro di prosa. Al contempo inserisce registri sarcastici a sua misura, che vanno ad intervallarsi a quelli più toccanti e profondi, i quali indubbiamente emozionano lei e la platea. Una scelta registica pregevole che non riduce l’interprete al ruolo da tutti conosciuto, bensì la eleva e le fa oltrepassare uno scoglio tangibile: una diversità, una dimensione che attraversiamo tutti, come superare abbandoni inspiegabili sia accanto a persone vive, sia dopo la loro morte.

Si scivola così sulla scrittura poetica e puntuale di De Bei: un viaggio descrittivo, nostalgico e doloroso che mai smette di prenderci per mano. Il disegno luci è emblematico e verte tra bianco e penombre fotografiche; conseguentemente, come in un puzzle, il tempo aggiusta tutto, tassello dopo tassello.

Respiriamo insieme ad Irene che prende coscenza di se ogni secondo che si racconta e, nella sua galassia, ascolta l’urgente necessità di prendersi cura della sua persona, per assaporare il silenzio, sentirsi donna e fare pace con il proprio animo.

Annalisa Civitelli

Foto: Azzurra Primavera

 

 

Teatro della Cometa

dal 25 ottobre al 12 novembre

La spiaggia

regia Luca De Bei

con Paola Minaccioni

scene Dario Dato

costumi Lucia Mariani

luci Marco Laudando

spettacolo prodotto da Roberto Toni per Erretiteatro30

 

 

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