Mi abbatto e sono felice

Uno spettacolo a impatto zero

Dall’11 al 14 gennaio il Teatro Belli di Roma ha ospitato lo spettacolo “Mi abbatto e sono felice”, messa in scena brillante e divertente orientata ad evidenziare le difficoltà del mondo attuale a rispettare l’ambiente e, perché no, anche il genere umano stesso

La prima e incomparabile particolarità della rappresentazione è stata forgiata nel momento in cui si è deciso di non utilizzare l’energia elettrica in modo convenzionale.

La pièce infatti si autoalimenta grazie allo sforzo fisico dell’attore in scena che, in sella ad una bicicletta, pedala instancabilmente per quasi tutta la durata della messa in opera. Tale  fatica produce l’illuminazione indispensabile e necessaria ad ogni momento della performance.

Il guardaroba in cui si è frugato per abbigliare l’attore (Daniele Ronco) è quello di nonno Michele, un anziano piemontese abituato a spendere poco e a rispettare l’ambiente in cui vive. La scena si avvale della sola presenza di un fondale nero, essenziale ma altamente evocativo della naturalità che si vuole omaggiare.

L’attore ammette che la nascita dello spettacolo è stata partorita da una riflessione successiva alla morte del nonno, una persona a suo avviso esemplare a livello di condotta su questo pianeta: mentre si continuava a inquinare e a spendere in una concorrenziale lotta allo sperpero, la sua idea di vita restava in linea con l’ecologia e con la semplicità.

Non è infatti necessario esaltare il consumismo per divertirsi, a volte per farlo basta una passeggiata in mezzo alla natura o produrre delle riflessioni: come ci propone Daniele Ronco basta chiudere gli occhi nel bel mezzo di un teatro a “fari” spenti e assaporare i suoni prodotti dall’intero lavoro.

E così, guidati dal suono di un tamburo suonato dall’attore stesso, siamo partiti verso un viaggio direzionato nel mondo di nonno Michele, un mondo in cui si vendemmia, si cerca di mantenere gli elettrodomestici per una lunga durata e si cerca di stare alla larga dai centri commerciali.

Dopo i ricordi che corrono spigliati e in grado di catturare l’attenzione dello spettatore, si arriva a mettere in ridicolo le pretese attuali dell’uomo moderno che desidera convivere con il capitalismo ma si scoccia però di fare le code in automobile, che ama la natura e gli alberi ma poi li distrugge senza riciclare, che invoca il rispetto per l’ambiente ma poi uccide gli animali per procurarsi dei pasti.

“Mi abbatto e sono felice” uno spettacolo assolutamente fuori dalle righe, capace sia di far riflettere, sia di divertire profondamente, accompagnato dalla voce sapiente di un’artista che si è mostrato in grado di pedalare per più di un’ora consecutiva senza mai far avvertire fatica al suo pubblico.

Si sono alternati toni spassosissimi a cambi di luce ad effetto e perspicaci, evidentemente ben studiati dal reparto tecnico mentre Marco Cavicchioli ha saputo intrattenere gli astanti con la sua regia, gestendo quindi l’intero spazio a sua disposizione. Qualche arcano piemontesismo ha insaporito il tutto.

Cristina Fusillo

Foto: Nicola Dodi / C. Bonifazio

 

 

Teatro Belli

dall’11 al 14 gennaio

Mi abbatto e sono felice

di e con Daniele Ronco

regia Marco Cavicchioli

Vincitore dei premi:

MaldiPalco 2015

CassinoOFF 2016

Premio voce della società giovanile

Ispirato alla ‘Decrescita felice’ di Maurizio Pallante

 

 

 

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