Segreti di famiglia

Una lezione di teatro

Il quartiere Testaccio di Roma ospita sin dai primi anni del Ventesimo secolo l’ormai storico Teatro Vittoria. La stagione 2017/2018 apre il sipario con una prima assoluta della produzione ‘Attori&Tecnici’: “Segreti di famiglia”. La Signora del palco Viviana Toniolo, nonché direttrice del Teatro, è affiancata da Stefano Messina

Il testo di Enrico Luttmann è ripreso evidenziando la distanza affettiva tra madre e figlio, e creando spazi interni su due piani totalmente differenti, soprattutto non invasivi tra loro: un salotto elegante costruito su una pedana e lo stesso palco che li separa.

Grazia ed Adamo sono i due protagonisti. Dal carattere testardo, impertinente, orgoglioso e deciso lei, quanto insicuro e depresso lui. Entrambi gli interpreti sono a loro agio: delineano movenze fluide, frutto della regia accurata ed essenziale di Marco Maria Casazza. Mediante dialoghi e monologhi disegnano gli spazi temporali della commedia dal registro agro-dolce in cui i toni sarcastici sono caratterizzanti e le freddure dirompono.

All’interno di una scenografia signorile, dunque, la Toniono e Messina scandiscono il tempo, dipanando così quelli che sono i segreti mai confidati. Si trovano a confronto dopo anni: lei, ex professoressa di italiano, abbandonata dal marito, rimane sola con il figlio; lui, sognatore, scrive commedie teatrali, ma la TV è un ambiente che frequenta forzatamente per via della sua penna prestata alle Telenovelas e alle Soap Opera. Deluso va a trovare la madre, la quale si intende infastidita dalla sua presenza. Lui però rimane,  standole accanto fino alla sua morte.

Il sotto testo si basa perlopiù su stati d’animo e situazioni che ci accomunano: l’abbandono; il fallimento lavorativo; il rapporto con i genitori; la paura di dire ed ascoltare la verità sui sentimenti; il distacco; infine, il sapersi togliere la maschera di fronte le proprie debolezze. Svestirsi così dell’armatura che ci si è creati.

Essere umani‘, quindi, sembra essere lo scoglio da raggiungere, per toccarsi, abbracciarsi e poter avere un dialogo concreto, senza ulteriori effetti collaterali. Le due ore spassose fan si che “Segreti di famiglia” – commedia in due atti – ci inviti alla ricerca di noi stessi, perché nella costruzione di un rapporto si innestano una percettibile flessibilità e un’insita curiosità nel conoscere l’altro, accettando di buon grado il proprio carattere e vulnerabilità.

Varie sono le metafore che il testo sottolinea: anche l’importanza di saper aprire-riaprire le porte alle persone fino a quel momento assenti, come la figura del padre-marito con il quale si trova un dialogo ristoratore. Desideri infine perseguiti.

Ricordi e nostalgia sono invece lo sfondo romantico ed ‘affettivo‘. Seppure apparentemente assente, esso supporta l’unico tenero gioco tra i due: quello di definire la differenza tra Telenovelas e Soap, lasciando spazio alle nuove speranze assistendo appunto alla sfioritura della madre, per vivere poi il peso dell’assenza.

E la Toniolo, la quale spicca per presenza scenica, e Messina lo fanno intendere bene. La loro recitazione è infatti sinonimo del teatro ben fatto. L’ottima portata di voce caratterizza Grazia ed Adamo, con tutte le inflessioni del caso: rabbia e dolcezza, carisma e poca incisività, per entrare dunque nelle corde del personaggio che si recita. Una lezione di teatro a cui dover partecipare, per comprendere quanto sia importante fare l’attore ed essere denominati tali, non improvvisando.

Si sfuma con il dolce ‘amarcord‘ che rievoca la sciccheria della Hepburn e il suo cappello a falde larghe come l’unica base musica quasi silente, ma inserita puntuale nei momenti inerenti, mentre l’accento sulla domanda “Cosa vuol dire il teatronon banalizza affatto la situazione odierna dello stesso.

Annalisa Civitelli

Foto: Manuela Giusto

 

 

 

Teatro Vittoria

dal 3 al 15 ottobre

Segreti di famiglia

di Enrico Luttmann

regia Marco Maria Casazza

con Viviana Toniolo e Stefano Messina

produzione Attori&Tecnici

 

 

 

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