Improvvisamente Alice

Il significato della prospettiva

 Accade ogni tanto di andare a teatro e rimanere sorpresi in positivo. Questo è il caso di “Improvvisamente Alice” andato in scena al CineTeatro L’Aura lo scorso 13 settembre. Scritto e interpretato da Giulia Canali coadiuvata alla regia da Franca Tragnie Caterina Marino, vede protagonista una giovane ragazza, Camilla, la quale intraprende un viaggio suggestivo e personale

L’atmosfera si apre con una musica di xilofoni e voci fuori campo che intervengo durante l’arco della rappresentazione: Leonardo Bianconi, Aurelia Cipollini Leo Ventura. L’insieme ci giunge nell’immediato toccante e vicino alle nostre corde, accompagnato inoltre da dolci musiche e suoni a cura di Patrizia Mattioli.

Tra spazi temporali ben sviluppati – che non intralciano in alcun modo la narrazione – improvvisazione teatrale, teatro classico e tanta immaginazione, il testo mette in relazione una storia personale a vicende che decisamente possono accadere a ognuno di noi, soprattutto in attesa di un treno in un’ipotetica stazione ferroviaria, luogo di vita.

Camilla nel suo girovagare cerca qualcosa: osserva; riflette; contestualizza pensieri. Durante il corso dello spettacolo incontra i personaggi emblematici della famosa fiaba “Alice nel Paese delle Meraviglie”, con i quali interferisce e cerca risposte: Alice; il Brucaliffo; il Coniglio; la Regina di Cuori; lo Stregatto.

La Canali emerge sia grazie alle gestualità, sia per la recitazione cadenzata, infine perché versatile: combina cioè differenti linguaggi, che coabitano con equilibrio. Il pubblico rimane così colpito quando vede l’interprete giocare con le mimiche facciali, “nuotare” nell’etere e muoversi meccanicamente con un ottimo uso del corpo.

La pièce è fresca, ironica, emozionante, colorata e al contempo irriverente. Lo sfondo narrativo tocca infatti varie problematiche sociali, che ci riguardano da vicino: la noia; il fumo; l’uso dei dispositivi elettronici; l’ascolto della musica con le “cuffie; il contatto con la morte; e altro ancora.

 

Se la noia fosse una palla?

I bambini saprebbero vivere la noia ma non gli diamo più il tempo e quindi la uccidono, uccidere la noia!

Se dentro la noia c’è una vita? Perché non ci si può presentare?

Se vivi la noia dopo sei un persona migliore

Un racconto intimopoetico e nostalgico, che viene esternato delicatamente. Noi ci sentiamo parte di esso: ci si chiede chi siamo; i ricordi prendono vita; le attese diventano interminabili – si aspetta sempre il momento giusto ma, qual è? – lo zaino è un emblema; i viaggi avventure.

Un esempio di vita l’esibizione, che sembra essere stata creata per ciascuno di noi: la nostra voce interiore risuona forte.

Bisognerebbe dunque avere coraggio, non perdere tempo, superare i blocchi e le paure, che ci tengono incollati a situazioni instabili e ipotetiche.

Assaporare di conseguenza la bellezza in tutto ciò che ci circonda, in quanto alla fine delle cose c’è tutto, perchè nella fine delle cose c’è una fine e c’è anche un’inizio.

Molte quindi le metafore insite in “Impovvisamente Alice”, che suggeriscono di andare oltre e non fermarsi alle apparenze ma soprattutto fare le nostre scelte consapevolmente, come prendere il treno giusto che porterà di certo da qualche parte. Uno sguardo contro la banalità della vita e le sue corse, poiché un cambio di prospettiva può sempre essere un buon insegnante!

Annalisa Civitelli

Foto: Civitas Creativa

 

 

CineTeatro L’Aura

13 settembre

Improvvisamente Alice

scritto e interpretato da Giulia Canali

regia Franca Tragni, Caterina Marino e Giulia Canali

luci Lucia Manghi

musiche e suoni Patrizia Mattioli

voci Leonardo Bianconi, Aurelia Cipollini e Leo Ventura

coproduzione eUROPA tEATRI

“Le cose sono impossibili solo se pensi che lo siano”.

 

 
 

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