L’impresario delle Smirne

La brillante commedia di Carlo Goldoni apre il cartellone 2018/19 del teatro Vittoria di Roma e viene riproposta in scena con una veste modernizzata ma fedele all’originale, contando soprattutto sulla bravura del cast; ottimo come sempre il lavoro del regista Stefano Messina che getta le basi di una promettente stagione

Quando un ricco mercante turco desidera portare una compagnia di attori italiani in tournée nel proprio paese, il gruppo di pittoreschi commedianti, protagonisti della storia, si dimostrerà assetato di denaro più che di gloria e avanzerà pretese tanto ridicole quanto mortificanti pur di far parte del progetto del misterioso impresario Alì.

Come sempre però le primedonne faranno a gara nell’alzare le loro richieste e, diffamandosi violentemente una alle spalle dell’altra, metteranno in fuga il simpatico impresario.

Sono anni che il teatro Vittoria investe su attori giovanissimi per spettacoli da inserire in cartellone, ogni volta con ottimi risultati, e non fa eccezione questa interessante messinscena di “L’impresario delle Smirne” di Carlo Goldoni: sotto la sempre sapiente direzione di Stefano Messina, un gruppo di nuove leve delle scene dimostra il proprio talento attraverso uno spettacolo laborioso e allo stesso tempo brillante.

Sebbene tra una battuta e l’altra, in rari passaggi, venga fuori qualche durezza recitativa o altrettante piccole incertezze nell’azione, l’intero cast è da applaudire per la prestazione di altissimo livello.

Messina inventa una versione dell’opera goldoniana molto più vicina ai giorni nostri che al XVIII secolo, concedendosi anche dei ritocchi al copione che alzano di parecchio la natura comica del testo originale; potendo contare sulla disinvoltura degli attori, il bravo regista non pone nessun limite alla vivacità delle azioni ed esalta il tutto con una scenografia pulita ma variopinta e costumi azzecatissimi.

Lo spettacolo tuttavia soffre una durata forse troppo esagerata e nell’avvicendarsi delle scene, soprattutto nella seconda parte del primo atto, tende a creare brevi momenti di distrazione nel pubblico.

La lunghezza dell’azione è però contemporaneamente un altro elemento che prova la capacità di tutti gli attori i quali di fatto si trovano a sostenere delle performance molto impegnative e piene di battute. Tra tutti i ragazzi spiccano una sicurissima Chiara David e senza ombra di dubbio l’ottimo Matteo Montaperto, esilarante e sciolto nei panni del protagonista.

Due ore e mezza abbondanti che tutto sommato si fanno seguire con piacere e divertimento e che probabilmente sarebbero state meno gravose se private dei numeri musicali non sempre ben eseguiti e in qualche caso anche fuori contesto; è tuttavia giusto ribadire come tutto il lavoro sia decisamente riuscito e come mantenga il pregio di dichiarare amore al teatro stesso e dimostrare come bassi compromessi, soprattutto di natura economica, vivano purtroppo attraverso i secoli.

Gabriele Amoroso

Foto: Manuela Giusto

 

 

 

Teatro Vittoria

dal 27 settembre al 7 ottobre

L’impresario delle Smirne

di Carlo Goldoni

regia Stefano Messina

con Nicolas Zappa, Matteo Montaperto, Stefano Dilauro, Chiara David, Andrea Carpiceci, Chiara Bonome, Mattia Marcucci e Virginia Della Casa

Musiche Pino Cangialosi

Luci Valerio Camelin

Costumi Ludovica Rosenfeld

Produzione Attori e Tenici

Foto Manuela Giusto

 

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