Trash – Just…a step back – Magnus Opus – Anankastico 68

Il secondo blocco della sezione autori all’Ex Mercato di Torrespaccata della capitale ha riservato varie proposte drammaturgiche, alcune più originali di altre. Dal mondo virtuale si passa ai non amabili ambienti familiari. Il teatro danza invece esula dalla realtà per riportarci in un mondo nostalgico e di incontri tra le star hollywooddiane, mentre la TV viene presa in considerazione dal punto di vista famelico che induce nei telespettatori. Abbiamo avuto così l’opportunità di assistere a degli estratti di cui dovremmo vedere le versioni finali nella prossima stagione teatrale

L’ultimo appuntamento del festival ha riservato al pubblico un percorso itinerante tra gli ambienti interni ed esterni della location scelta. Si è così avuto modo di conoscere tutte le sale dell’EX Mercato di Torrespaccata, come anche la palestra interna e le attrezzature per imparare il parkour. E proprio qui la Compagnia Nogu Teatro ha deciso di donarci il primo assaggio di “Trash”.

 

Trash – Disinfettato, sterilizzato, asettico

Il trio Manocchio, Acaccia e Riondino sbalordisce. La scelta dell’esterno per rappresentare “Trash – Disinfettato, Sterilizzato, Asettico” di Margherita Ortolani è stata davvero ottimale. Ilaria e Valerio sono vestiti di nero.

Appollaiati in alto, come due avvoltoi studiano la situazione, dunque ciò che accade, per scendere poi e avvicinarsi al divertente cugino, che alleggerisce la climax.

Entrano in gioco dinamiche familiari e non solo. L’eredità e la morte sono escamotage per affrontare il buio dentro noi stessi, cercando di nascondere il dolore. Attraverso i dialoghi taglienti i due fratelli si stuzzicano, e ricordano un po’ i personaggi della Famiglia Addams.

Gli ottimi timbri di voce, scanditi alla perfezione, coinvolgono il pubblico nella storia dinamica, assurda e dai registri noir. Appunto perché la performance è stata allestita tra le impalcature del parkour, emerge il ruolo della fisicità e dunque dei corpi in movimento.

Un estratto che varrà sicuramente la pena di vedere per intero. Aspettiamo quindi l’appuntamento con curiosità.

 

  • di Margherita Ortolani
  • regia Ilaria Manocchio
  • con Chiara Acaccia, Ilaria Manocchio e Valerio Riondino
  • Nogu Teatro

 

Just…a step back

La Compagnia Teatrale De.MoS Dance Co. ci investe di nostalgia e incanto. Tramite la danza prende per mano il pubblico, affinché fargli rivivere un mondo lontano tra jazz, sogno e film d’epoca.

Poetico ed emozionante, suggestivo e retrò, con “Just…a step back” vediamo varie ambientazioni, quali Parigi, cafè, Club, che sviluppano le ambientazioni anni ’20 – ’30 e oltre, distinguendole grazie ai graziosi cambi di abito, accessori, giochi di colore B/N ed elementi scenici.

Si vivono gli incontri tra le star hollywoodiane. La storia tra la Monroe e Sinatra, altri aneddoti e colonne sonore, ci catturano con assoli, passi a due, elevazioni, il linguaggio delle comiche, in questo caso Charlotte, ma anche creando un connubio con i diversi tipi di danza.

Servirà di certo uno spazio più ampio per ammirare meglio lo spettacolo nel suo insieme e nella sua compiutezza.

 

  • di e con Eleonora Marrone, Giulia Pennati, Ylenia Dimauro e Francesco Giuliani
  • De.MoS Dance Co.

 

Magnus Opus 

“Magnus Opus” ovvero “Grande Opera” è un lavoro originale ma complesso. Con i soli gesti e movenze stimola molto lo spettatore facendolo pensare.

Un video orientaleggiante apre la performance. La sperimentazione, nel susseguirsi della narrazione, entra poi in gioco senza far proferire parola agli interpreti.

Si prende in giro il meccanismo della TV, come la vacuità dei nostri giorni: “Cosa c’è in televisione?“; quando si litiga per il telecomando e su quale programma seguire; quando si cambia canale e ci si perde tra politica, calcio, porno, e religione. Momenti rappresentati attraverso modi espressivi differenti.

Mentre l’accompagnamento musicale verte tra la techno e l’elettronica, noi ci abituiamo al confronto con le ombre cinesi, esattamente dell’Isola di Java. Con pochi elementi si sono contestualizzati due mondi in totale contrapposizione tra loro: l’uno silenzioso e sereno; l’altro dai ritmi rapidi e chiassosi. Ma soprattutto arriva il chiaro concetto che ci cibiamo di ciò che vediamo.

Anche questo spettacolo, dai registri universali, aspettiamo di vederlo completo.

 

  • di e con Marco Bartolini, Johan Tirado, Alessandra Panzone e Anastasia Ciullini
  • con il Collettivo sonoro Rever
  • Teatro del Mantice

 

Anankastico 68- Ananche, l’uomo server

Dai registri pulp e trash questo estratto ci ha lasciato molto perplessi. Un uomo schizzofrenico vive nel suo mondo virtuale, mentre l’altro, lo psicanalista, cerca di curarlo.

Suoni psichedelici, follia, e tanto altro, creano un filo con le costanti connessioni e il continuo aggiornamento di informazioni sul web e sui social: anche il “nickname”, la nostra falsa identità, appunto, viene sempre contraffatta.

Un assaggio ci ciò che andremo a vedere che, ispirandosi al teatro dell’assurdo, di certo annuncia l’epoca futuristica“Anankastico ’68 – Ananche, l’uomo server”,  anticipa  il mondo che probabilmente andremo a vivere e, come in una sorta di rivoluzione del ’68, in che modo poterci disintossicare da tutto ciò. Per essere diversi e riprenderci le nostre vere personalità.

 

  • da un’idea di Pasquale Faraco, Dragan Miladinovic e Paolo Schena
  • regia Batiè
  • di e con Pasquale Faraco e Marin De Battè (Batiè)
  • luci, sonoro, oggetti di scena e video Dragan Miladinovic
  • Massa a Fuoso

 

Annalisa Civitelli

 

 

NOpS – Nuove Opportunità per la Scena

X rassegna

Ex Mercato di Torrespaccata

30 giugno

 

 

 

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