Ciao Pesciolino

Un guizzo fuori dall’acqua per ritrovarsi

Rappresentazione graziosa, pulita e semplice che si guarda accompagnati per mano ad un clown. Ironia e stupore all’interno di una storia che va ascoltata e vissuta ognuno con il proprio vissuto. Soprattutto un dialogo da mantenere costante affinché non diventi solo ricordo.

Stefano Mondini di nuovo presente sul palco del Teatro Testaccio di Roma. Incanta con pulizia e grazia nel raccontare l’evoluzione di una storia che è nata di getto appena l’estro ha bussato alla porta dicendogli seguimi. Con Ciao pesciolino si entra in un panorama assai semplice a livello scenografico. Quattro sedie in fila, quattro quadri alla parete, due tavolinetti bianchi sulla sinistra ed un telefono. Non è di certo essa ad essere messa in evidenza, in quanto Mondini si è concentrato, con questo spettacolo, sull’insieme, sul concetto dedicato ad una tematica complessa e sempre attuale.

Il regista è affiancato da un cast composto da persone, le quali, grazie all’eleggibile sintonia hanno donato un senso artistico senza fronzoli ne sovrastrutture. In scena Giorgia Locuratolo, Sara, Noemi Giangrande, Maria, Marta Altimier, Giuliana, Melissa Maccari, Linda. Il Dottor Brawn, interpretato dal giovane Gregorio De Paola e Barbara Villa nella parte di un Clown che equilibra le dinamiche della narrazione.

Difficile è scrivere e descrivere ciò che sul palcoscenico avviene. L’esibizione va vista, va vissuta, va accolta. Ascoltata, ognuno con le proprie esperienze. E’ graziosa, termine giusto da utilizzare.
Quattro donne si recano da un analista da diverso tempo perché non riescono a superare la morte dei loro rispettivi padri. Un giorno, lo psicoterapeuta, il dott. Trapanesi, le avverte con una telefonata – la voce è di Roberto Stocchi – che non sarebbe stato lui a presiedere la seduta, ma un suo collega, il dott. Brown. Sara, Maria, Giuliana e Linda, dopo un lungo abbraccio, si trovano di fronte al sostituto, nel quale ognuna vede il proprio padre. Sembra assurdo, irreale, intangibile. Ma è così.

I 50 minuti della seduta terapeutica sembrano ardui, difficili da superare, alla fine le protagoniste si immergono fino in fondo alla questione, per vincere, poi, con le proprie vite e le proprie attitudini. La regista teatrale, l’artista, la casalinga e la critica cinematografica si fanno confidenze, parlano con il loro padre. La comunicazione è necessaria. Parliamo finché siamo vicini, finché ci è possibile, per poi darsi addio sotto l’ombra del ricordo. Il momento diventa importante, l’ora diviene essenza. Le ragazze si riconquistano lasciando andare il papà. Senza di lui si sentivano perse. E lui indica loro la strada.

Un artista dovrebbe utilizzare il vuoto e il dolore per andare avanti…

Ironia, candore e gioia sono la vittoria di Ciao pesciolino. Ad ognuna il proprio soprannome. Pesciolino, patatina, principessa, farfallina e le storie che ne scaturiscono.
Il viaggio è interiore, è dolore. Elaborarlo bisogna con tutta la sofferenza del caso.
Ne nasce, così, il mimo. Il Clown, che bilanciando, è simbolo delle sofferenze, del pianto, delle risate, del canto durante i balli. Racconta gli stati d’animo in movimento elargendo dolcezza. Canta a cappella una canzone dei Beatles, Let it be. Musiche e testi originali. Angelo Talocci e Linda di Francesca se ne sono occupati in maniera oculata.

…verso il punto azzurro che ricordo… …ricorda che la vita è un sogno lento…

Riferimenti a serie TV come Charlie’s Angels e ai film Matrix e La vita è meravigliosa di Frank Capra che di solito Mondini inserisce nei suoi sketches, e che in sala hanno scatenato molte risate.
Barbara Villa, bravissima nel ruolo di clown, ha girovagato ogni piccolo punto del palco con garbo. Nessuno poteva vedere il pagliaccio, era invisibile, solo il dottor Brown. Meravigliosa. Come la vita. Una delizia agli occhi e soprattutto un dono a quei sentimenti, i quali, si leggono, si percepiscono. Bisogna saperlo fare con meraviglia perché essa stessa si legge negli occhi del regista.
Una vicenda umana che ci può appartenere dentro e con gradevole vigore è stata presentata al pubblico il 5 febbraio e sarà in scena fino al 23 dal mercoledì alla domenica.

Annalisa Civitelli

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